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02/07/2020

L’irresistibile volo di Ferlito nuovo re degli appalti

La Repubblica - Salvo Catalano

Il personaggio
Acese, ex presidente Ance ai tempi di Montante: ha "ereditato" dal colosso emiliano lavori da 200 milioni sulla "strada degli scrittori"
Oggi i cantieri sulla Caltanissetta-Agrigento hanno un nome e cognome: Salvatore Ferlito. Il 60enne imprenditore di Acireale, ex presidente di Ance Sicilia sotto la stagione confindustriale di Antonello Montante, negli ultimi mesi ha messo le toppe ai buchi lasciati dalla Cmc. Il colosso delle costruzioni emiliano nel 2011 ha ottenuto da Anas l'appalto per l'atteso raddoppio della statale, ma negli ultimi due anni ha vissuto la crisi e il concordato preventivo. Il geometra Ferlito ha saputo farsi trovare pronto. Prima come capo dei creditori di Cmc, mobilitando politici, sindaci, fornitori e piccoli imprenditori alla canna del gas.
Tutti in piazza per chiedere ad Anas di bypassare Cmc e pagare quanto dovuto direttamente a loro. Nel frattempo, però, Ferlito ha dovuto fare i conti coi nuovi guai giudiziari provenienti dalla sua Catania: dopo la condanna a tre anni nel 2015 per truffa, è adesso imputato per abuso d'ufficio per la gara d'appalto del collettore fognario di Aci Castello, ed è indagato per falso in atto pubblico nella vicenda dei Durc falsi rilasciati a diversi imprenditori, compreso se stesso, quando era a capo della Cassa Edile di Catania.
Nonostante queste vicissitudini, Ferlito non molla l'affare della statale 640. A dicembre, attraverso una delle sue aziende, la Comer, sottoscrive con Cmc "un contratto ponte". Un affidamento diretto di lavori per circa 8 milioni di euro, sbloccati dopo lungo tempo, che hanno permesso l'apertura di 5 chilometri di strada. «Uno sforzo immane - ha detto il viceministro Cancelleri - ci siamo riusciti grazie al buon senso di Anas, del Comitato dei creditori e di Cmc».
Ma è adesso che si apre la sfida più grande, la ben più sostanziosa fetta di appalto ancora da realizzare: il completamento della galleria Caltanissetta e la ricostruzione del ponte San Giuliano, i tasselli finali dell'infrastruttura che però sono oggetto di variante su cui è in corso il confronto tra Anas e Cmc. Un affare da circa 200 milioni che Ferlito potrebbe ritrovarsi tra le mani senza concorrenza. Ai sei inviti spediti dal contraente generale dell'opera, il consorzio Empedocle 2 di cui fa parte Cmc, hanno manifestato interesse solo in due. E alla fine l'unica offerta pervenuta è proprio quella di Consorzio Italia, la creatura voluta da Ferlito per questa nuova sfida. «Chiariamo un equivoco - precisa Ferlito a Repubblica - il consorzio non è nato per eseguire solo questa iniziativa, ma per aggregare varie realtà in Sicilia e non solo. Nell'ultimo anno ha partecipato a gare per 600 milioni di euro». Per farlo l'imprenditore acese ha messo insieme i vertici passati e presenti dell'Ance in Sicilia. Del consorzio - oltre a quattro società della famiglia Ferlito - fanno parte la Urania Costruzioni, del messinese Giuseppe Travia, ex vice di Ance Sicilia e tesoriere di Ance Messina; la Con. Pri srl di Domenico Cutrale, ex presidente di Ance Siracusa. Pure lui, come Ferlito, a capo dei costruttori sotto la gestione confindustriale di Montante.
Insieme a loro compare anche la Isap srl, del "re palermitano dell'asfalto" Pietro Iacuzzo, braccio destro di Ferlito nel comitato dei creditori, arrestato a novembre nell'inchiesta sulle mazzette all'Anas di Catania (scarcerato un mese dopo) e infine la C.G. Costruzioni di Santo Cutrone, attuale presidente di Ance Sicilia: «Siamo sette amici - precisa Cutrone - ma anche se faccio parte del consorzio, non ho alcuna intenzione di lavorare sulla statale 640. La mia azienda non ci sarà». Alcuni di questi imprenditori sono creditori di Cmc. «Quando avremo la variante, firmeremo il contratto di affidamento definitivo con il consorzio Italia», ha dichiarato Cancelleri. Di mezzo, però, si è messa la Procura di Caltanissetta che ha notificato degli avvisi di garanzia per un'indagine che si concentrerebbe proprio sul ponte San Giuliano. Le ipotesi di reato vanno dal peculato alla frode in pubbliche forniture, crollo colposo, truffa, associazione a delinquere e traffico illecito dei rifiuti.
Secondo quanto appreso da Repubblica, tra gli indagati ci sono Ferlito e l'ex general manager di Cmc, Pier Francesco Paglini. Quest'ultimo è stato a capo del cantiere fino allo scorso maggio, quando è stato licenziato. Pochi mesi dopo a Caltanissetta c'è tornato, ma sotto un'altra veste: come consulente del Consorzio Italia. «Lo abbiamo chiamato per la sua esperienza - precisa Ferlito -. Rispetto all'indagine posso dire di avere sempre operato sotto le direttive precise del contraente generale».

Foto: kLa "strada degli scrittori". La statale 640 fra Agrigento e Caltanissetta