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06/02/2020

L’intervistaLaura Ivani / La Spezia «Entro l’estat…

Il Secolo XIX - Laura Ivani

L'intervistaLaura Ivani / La Spezia «Entro l'estate 2020 la gara per il nuovo Felettino, entro l'anno nel caso di gara europea. L'idea per recuperare tempo è il leasing costruendo. Ma l'ospedale rimane pubblico». Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sarà oggi alla conferenza dei sindaci dell'Asl 5 per dettagliare il piano quinquennale da 17,5 milioni che traghetterà la sanità spezzina verso il nuovo Felettino. E per fare il punto sul nuovo appalto. «Entro febbraio sarà pronto l'affidamento per la riqualificazione del progetto, che va adeguato a normative e nuovo codice degli appalti. In sessanta giorni l'affidamento e in 90 l'adeguamento. Dopodiché se riusciamo a costruire un percorso rapido contiamo di affidare la costruzione entro l'estate del 2020. Se invece dovremo fare una gara europea si andrà a fine anno». Quale l'ipotesi più breve? «Il leasing costruendo, ovviamente serve un istituto di leasing finanziario che prenda in carico il progetto e su cui si paga un canone d'uso sino al riscatto finale. Siamo ottimisti, è una strada percorribile. Contiamo di vedere realizzato il Felettino nei prossimi 5 anni di amministrazione». Che cosa c'è nel cronoprogramma che presenterà oggi? «Gli interventi previsti per il 2020: 18 sulle strutture del Sant'Andrea, del San Bartolomeo, del San Nicolò per 2,3 milioni di euro; 20 interventi sul miglioramento dell'area tecnologica per 3,5 milioni che si aggiungono ai 6 milioni e 663 mila già stanziati. Previsti nuovi 61 dirigenti medici e 77 tra infermieri, tecnici, personale». Sulla vicenda dei 158 Oss spezzini, viene chiesto a Regione di non perder tempo per la costruzione della società in house. «Stiamo aspettando la pronuncia della Corte dei Conti alla quale abbiamo chiesto delucidazione, per evitare di incorrere nei rigori della legge. Mi pare istituzionalmente scorretto non attendere il pronunciamento che ci aspettiamo nei prossimi giorni. La strada dell'in house non è detto permetta di evitare il concorso. Occorre capire cosa dice la normativa. L'invito che faccio però è a chi soffia sul fuoco delle polemiche: lavorino per una soluzione, non diventi una battaglia mediatica. Non vogliamo lasciare i lavoratori senza una possibilità». Vicenda Enel, la Regione si è espressa con un ordine del giorno contro il turbogas. Nel rimpallo di responsabilità, la vostra sarebbe però quella di negare al Governo l'intesa sul progetto. «La cosa più surreale che io abbia mai sentito è l'appello dei parlamentari dei partiti di maggioranza al Governo, Pd, M5s, Italia Viva e Leu, che chiedono a un presidente di Regione di parte opposta di negare l'intesa su una decisione disposta dal piano energetico nazionale che porta le firme dei loro ministri. Vorrei sapere se è un caso di schizofrenia grave il fatto che questi partiti hanno votato questo piano energetico nazionale che definisce la centrale della Spezia come fondamentale per il Paese, ma alla Spezia raccontano un'altra verità. La Regione non sarà mai parte opposta alla città e al sindaco. Ci pronunceremo su Valutazione di impatto ambientale e progetto di Enel. Vorrei sapere però cosa pensa Orlando, già ministro dell'ambiente, vicesegretario del Pd. Il piano energetico nazionale è da bocciare o promuovere? Orlando forse ha un gemello a Roma che dice cose diverse dal fratello spezzino». Nomina Orlando, dato tra i possibili sfidanti candidati per il centrosinistra. Le fa più paura una sfida contro l'ex guardasigilli o contro Sansa? «Non ho timore di nessuno perché in questi 5 anni abbiamo lavorato bene. Certo che il dubbio tra questi due nomi è indicativo della confusione che regna in quel campo. Scegliere tra Orlando e Sansa è come scegliere se andare in vacanza ai Caraibi o sull'Himalaya. Da una parte un ex ministro della giustizia, di un partito che ha una certa tradizione "operaia", l'esatto opposto del reddito di cittadinanza. Dall'altra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, bandiera di quel velleitarismo e forcaiolismo dei Cinque Stelle. Insomma, Franza o Spagna purché se magna». La lista Cambiamo! in Liguria non si presenta a seguito del risultato deludente in Emilia Romagna? «La lista Toti avrà il richiamo a Cambiamo!, che è un partito appena nato ma che dai sondaggi risulta già al 9%. Noi crediamo di ottenere anche oltre il 10%. Che ci sia più blu o arancione questa è una questione che interessa solo i grafici». La coalizione di centrodestra è così compatta come viene raccontata, o i mal di pancia di Forza Italia dopo la "secessione" e le ambizioni della Lega creano problemi? «Ho parlato con Salvini due giorni fa del prossimo mandato, ho sentito Rixi, Berlusconi, Bagnasco, Meloni. L'entusiasmo è tanto, la gente ci è vicina. È una coalizione equilibrata dove ciascuno porterà il "suo", dove non ci si prende a gomitate». Confermerà i nomi della giunta? «La maggior parte delle persone in consiglio saranno candidate». Alla Spezia però più di un inciampo sul percorso, non solo l'ospedale ma anche le polemiche su Masterplan della Palmaria e Biodigestore di Saliceti. Su quest'ultimo c'è chi dice che sia Recos a dettare l'agenda alla Regione. «Il masterplan va avanti e come promesso non ci sarà un centimetro quadro di cemento in più. Meglio un'isola riqualificata in termini ambientali e turistici che un ammasso di rovi e di ruderi. Biodigestore? Certi partiti la smettano di fare polemica strumentale, abbiamo trovato una regione con una raccolta differenziata da Terzo Mondo. Avremo gli impianti a Saliceti, a Cairo Montenotte e Imperia. Il biodigestore è tra i sistemi più sicuri e moderni al mondo. Non stiamo parlando di inceneritori o termovalorizzatori. Nessun pericolo per le falde acquifere, chi lo mette in dubbio dovrebbe riconsegnare il suo stipendio da amministratore. Sono accuse assurde, qualcuno si diverte a pensare a una Liguria dei no, ma tutti gli anni perde le elezioni». Oggi parlerà anche di concessioni demaniali con i balneari. «Verremo per tranquillizzare, se c'è una legge del parlamento italiano la regione e i comuni sono tenuti ad applicarla. Attendiamo che dal Governo arrivi un segnale interpretativo». Per ultimo, se dovesse vincere a maggio, gli obiettivi per i prossimi 5 anni alla Spezia? «Migliaia: waterfront, miglio blu, stazione crocieristica, ospedale, crescita industriale, E un'integrazione del Parco delle Cinque Terre con quello di Porto Venere. Stiamo ragionando sul tema dei flussi turistici. Ma no al numero chiuso. Sarebbe il fallimento della politica».