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04/02/2021

l’intervistaGiovanni TomasinRoberto Dipiazza ripet…

Il Piccolo di Trieste - Giovanni Tomasin

l'intervistaGiovanni TomasinRoberto Dipiazza ripete spesso: «Fare il sindaco in Italia è impossibile. Con tutti i cavilli che ci sono, se ho la fedina penale pulita è perché ho avuto Santi Terranova al mio fianco». Il segretario generale del Comune è in pensione dal 1° febbraio e per palazzo Cheba si chiude un'era.È stato l'ombra e il braccio destro di Dipiazza. Le mancherà?L'ombra non mi piace, non per me ma per lui. Il braccio destro sì. Se il sindaco è come un armatore, il vertice del Comune è il comandante della nave. Dipiazza mi ha conosciuto in un colloquio in municipio, venivo da un Comune da 160 dipendenti e lui si è fidato a darmene da gestire uno da 2.800. Più che una nave, una portaerei. Spero di aver portato a termine il mio compito, nell'interesse dell'armatore e soprattutto della città.Com'è cambiato il rapporto fra Comune e cittadino?Una volta il cittadino si rivolgeva al politico perché risolvesse i suoi problemi, ora sta iniziando a capire che per esercitare un proprio diritto deve rivolgersi alla struttura. È un cambiamento lento, basti vedere che le segnalazioni dei cittadini al portale di trasparenza e anti-corruzione del Comune sono ancora pochissime. Rivolgersi alla politica rischia di ingenerare un errore, la mentalità del favore, che per fortuna non ha radici qui a Trieste.I dirigenti sono diminuiti.Me ne ritengo con piacere responsabile, ha portato a un obbligo di compenetrazione: più numerosi sono i vertici, più c'è il rischio che si curino solo del proprio orticello. Così invece sono costretti a cooperare e a far compenetrare i servizi. Oggi in Comune c'è una squadra di persone che ha una visione generale. Tra questi anche 12 nuovi dirigenti, arrivati da fuori o cresciuti da noi, che costituiscono un valore aggiunto. L'ente potrà fare sempre più a meno dell'uomo solo al comando, e andare verso la squadra di comando. Anche per questo, non era il caso che succedessi a me stesso. In Comune la temono. Ha un brutto carattere?Non lo so. Le mie dimensioni mi hanno sempre impedito di nascondermi dietro a un dito, quindi se mi fanno una domanda devo dare una risposta. Non sempre le risposte sono gradite. Non ho mai preteso di essere amato, ma spero di non aver mai mancato di rispetto a nessuno: se ho zigato, e l'ho fatto poco, era sempre al lavoratore e non alla persona.Di appalto in appalto, i lavoratori delle cooperative sono pagati sempre meno.Un dipendente comunale lavora meglio di un esternalizzato, ne sono convinto. Le norme però impongono al Comune un tetto di spesa sul personale, quindi limiti sui numeri. Ci sono aree, come quelle educative o sociali, che non è più possibile gestire quindi attraverso soli dipendenti. Devi rivolgerti al mercato.Ma perché queste condizioni di lavoro?Trieste è logisticamente e geograficamente un luogo a sé stante. Se faccio un bando mensa non posso rivolgermi ad aziende che abbiano un centro di cottura entro 30 chilometri, perché non ce n'è. Questo porta ad avere una concorrenzialità non elevata. Non abbiamo un numero di partecipanti tale per cui posso scartare e scorrere le graduatorie.I contratti?L'ordinamento garantisce che chi lavora in un appalto venga riassunto, ma non con lo stesso contratto. È chiaro che, nei servizi basati su persone come le custodie o una mensa, l'appalto verrà vinto da chi impiega una forma contrattuale che consente di spendere meno sul personale. I lavoratori sono gli stessi, cambiano casacca, vengono pagati di meno pur applicando le regole alla perfezione. I contratti di lavoro nazionale lo consentono.È vero che Trieste Servizi era una sua idea?Un'idea mia no, però perché non ipotizzare, proprio alla luce di questo, che il Comune come con Esatto gestisca i servizi con una sua società che possa usare un contratto adeguato per i lavoratori senza incappare nel contingentamento? Lei resta qui?Sono molto legato alla città, se la mia esperienza servirà qui sarò disponibile con piacere.La vedremo assessore?Non lo saprei fare. Io non credo agli assessori tecnici, quell'incarico è sempre politico. Io sono un'altra cosa.Proposte per altri incarichi?No, davvero.In Porto vecchio arriverà il Consorzio.È una partita importante, che sta creando sinergie nuove fra Comune, Adsp e Regione. Una cosa nuova che va inventata e costruita.Il futuro di Trieste?Il centro d'Europa. Credo che sempre più, in futuro, anche chi è un "italiano" arriverà a Trieste per vedere qualcosa che c'è, e non qualcosa che c'era. --© RIPRODUZIONE RISERVATA