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04/08/2020

«L’infortunio sul lavoro riconosciuto anche a chi opera nel settore appalti»

Il Gazzettino

L'APPELLO
BELLUNO I lavoratori degli appalti, figli di un Dio minore. «Per loro, dimenticati da tutti, chiediamo il riconoscimento di infortunio sul lavoro» dichiarano e propongono Mauro De Carli segretario generale di Cgil Belluno e Fulvia Diana Bortoluzzi di Filcams Cgil Belluno. Si torna a parlare di Covid e di lavoratori, ma non di medici infermieri e oss. Cgil punta il faro su chi, fino ad ora, è stato lasciato nell'ombra. «Durante il Covid ci sono stati altri, oltre al personale sanitario, che hanno avuto e hanno un ruolo fondamentale: i servizi interni spiegano dal sindacato -. Ora che gli ospedali sono tornati a regime, che le case di riposo permettono, o quasi, il ripristino di un servizio agli anziani simile a quello antecedente all'inizio pandemia, è giusto pensare a come premiare le tante persone che hanno operato nel periodo brutto del lockdown». Si parla degli addetti del settore degli appalti, lavoratori soprattutto nelle cooperative che puliscono ogni giorno i locali di ospedali e case di riposo. Persone che gestiscono le manutenzioni o cucinano e portano i pasti al personale sanitario e ai degenti. Anche nei reparti Covid. Per loro ora sono stati disposti i test sierologici, prima ne erano infatti esclusi. Il giusto riconoscimento di infortunato sul lavoro, è questa la proposta del sindacato, andrebbe assicurato anche a loro. «Già durante la fase acuta della pandemia sono stati trattati male ricordano De Carli e Bortoluzzi -, per loro mancavano le mascherine (era a carico delle loro aziende procurarsele e spesso sono arrivate in ritardo), a loro si diceva che dovevano prendere servizio, senza verificare se erano garantiti i sistemi di sicurezza contro il contagio: sono quelle donne e quegli uomini che un film definirebbe come figli di un Dio minore. E mentre si fa un gran vociare su come dare premi a chi è stato in prima linea, si rischia di dimenticarsi (sicuramente se ne sono dimenticate cooperative e società di appalto) di questi umili soldati delle vera trincea, quella dei reparti igienizzati a suon di disinfettante, di reparti sanificati di continuo, della paura di prendere il Covid. Il loro stipendio è il più basso di tutti, sono figli della logica degli appalti al ribasso, il Ccnl non gli viene rinnovato da diversi anni e quindi di aumenti nemmeno l'ombra. Se non bastasse sono pure part-time e quindi si devono accontentare di mezza paga». A.Tr.
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