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22/05/2020

Linea 2, malumori dei sindaci della cintura

Corriere della Sera - G. Guc.

Il retroscena
E sulla partecipazione degli ingegneri Cdp c'è chi parla di «semi-commissariamento» Lubatti «Cudia (Infrato) chiarisca come intende procedere alla luce del nuovo codice degli appalti»
C'è già, a Palazzo Civico, chi parla di «semi-commissariamento», o quasi. Di certo la notizia che ad affiancare i tecnici comunali nella gestione del progetto della linea 2 della metropolitana scenderà in campo anche una squadra di ingegneri della Cassa depositi e prestiti, fa pensare che, prima di pagare sull'unghia i 600 milioni di euro di finanziamento che servirebbero alla giunta Appendino per portare a casa il primo lotto dell'opera, dal Politecnico alla stazione Rebaudengo, la cassaforte del risparmio postale vuole vedere bene le carte in tavola.

Così come vuole vederci chiaro anche l'opposizione: in particolare l'ex assessore e consigliere comunale eletto nel Pd e ora approdato ad Azione, Claudio Lubatti. Il quale ha già deciso, in qualità di presidente della commissione per il controllo della gestione, di convocare in audizione Massimiliano Cudia, l'amministratore di Infrato.


La società comunale delle infrastrutture avrà infatti la concessione dell'opera, e dunque il compito di subappaltare la progettazione definitiva del primo lotto. «In questo caso - fa notare Lubatti - occorre che chiarisca sin d'ora come intende procedere alla luce del nuovo codice degli appalti con gli affidamenti che si troverà ad effettuare, visto che la nuova norma impone limiti ben precisi per le società come Infrato».


E come se non bastasse, a creare maretta sul dossier linea 2 ci sono anche gli attriti nati attorno alla lettera firmata da 22 sindaci della cintura e indirizzata alla sindaca (metropolitana) Chiara Appendino.


Una missiva in cui si chiede di prevedere sin da subito, per non perdere il treno degli 828 milioni di euro impegnati dallo Stato, nel progetto la tratta dalla Manifattura Tabacchi a San Mauro-Pescarito. «Senza quel tratto la linea resterebbe monca e 230 mila cittadina resterebbero tagliati fuori dall'opera», fa notare il consigliere «moderato» Silvio Magliano. Un'istanza fatta propria anche dall'amministrazione 5 Stelle sanmaurese, tra cui l'assessora ai Trasporti e vice dell'Agenzia della mobilità, Licia Nigrogno. Che però non ha trovato orecchie pronte all'ascolto tra i colleghi pentastellati al governo a Palazzo di Città.


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