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26/05/2020

Linea 2 della metropolitana Soldi, scelte e difficoltà

Corriere della Sera - Stefano Esposito

L'intervento
Con 828 milioni rischio di «un progetto definitivo e incompleto» L'effetto «La scelta della nostra amministrazione produrrà un progetto definitivo ma parziale» I mutuo «Come prima cosa il mutuo deve prevedere il finanziamento di 600 milioni aggiuntivi»
Gli 828 milioni «elargiti» dal Governo a Torino con l'ultima legge di bilancio per la realizzazione della linea 2 della metropolitana non sono sufficienti per realizzare il primo lotto funzionale. Questo il punto. In più sono risorse che, per essere attivate, richiedono attività di progettazione al momento solo annunciate.

Inoltre il Comune di Torino ha richiesto a CDP l'apertura di un mutuo di ulteriori 600 milioni di euro per la realizzazione del lotto da stazione Rebaudengo al Politecnico.


Come prima cosa il mutuo deve prevedere il finanziamento di 600 milioni aggiuntivi: Torino può sostenere altri mutui? Il sindaco Appendino conosce la risposta? La Città sarà in grado di dimostrare di avere un progetto cantierabile per garantirsi l'utilizzo delle risorse stanziate nella legge di bilancio, dilazionate in 15 anni? Particolare quest'ultimo costantemente omesso dalla macchina comunicativa del sindaco Appendino.


Occorre poi chiarire un passaggio: con il progetto preliminare (oggi progetto di fattibilità tecnico-economica) il Comune di Torino avrebbe potuto avviare un paternariato pubblico-privato, utile a sviluppare il progetto definitivo e il progetto esecutivo, coinvolgendo il fornitore del sistema. Affidare il progetto definitivo direttamente a Infra.To - gli affidamenti diretti sono materia del Codice degli appalti - significa al contrario scegliere di realizzare un progetto definitivo incompleto. Infatti prima occorre individuare il sistema, automatico o tradizionale, e contestualmente definire le dimensioni e le caratteristiche tecniche delle opere civili. Poi, come logica vuole, procedere alla seconda fase, e cioè al progetto definitivo.


La scelta della nostra amministrazione incredibilmente produrrà un progetto definitivo però parziale e difettoso (non è un particolare da poco): questo meccanismo rovesciato non consentirà di determinare con precisione i costi, rischiando di non essere finanziato completamente e di non ricevere alcune mutuo.


Dunque la scelta del sistema è fondamentale proprio dalla fase iniziale di progettazione: di conseguenza appare illogico ricorrere alla progettazione definitiva non conoscendo tutti i dati e i parametri iniziali. Si trasformerebbe un aggravio di costi per la fase successiva.


Quasi superfluo spiegarlo. Un esempio: se non conosco il diametro della galleria, come posso progettarla; se non conosco la larghezza e la lunghezza dei treni, come posso calcolare le dimensioni delle stazioni; come può tutto questo non incidere in modo considerevole sul costo finale?


Non conoscere il tipo di sistema utilizzato per la metro 2 significa produrre un progetto definitivo incompleto e che soprattutto dovrà successivamente essere aggiornato. Il progetto definitivo affidato direttamente a Infra.To, se messo a gara con un appalto integrato, consentirà all'impresa aggiudicataria del progetto esecutivo e realizzativo dell'opera di ricorrere ovviamente a contenziosi e riserve. Tutto questo con un aggravio notevoli di costi causati dall'indeterminatezza del progetto di gara.


Per logica e per legge l'amministrazione dovrebbe dunque preventivamente indire una gara per individuare il sistema dell'intero tracciato e solo dopo procedere con il progetto definitivo.


Per Appendino e Lapietra usare la propaganda elettorale delle prossime amministrative per gestire il più grande progetto della città evidentemente è l'unico obiettivo. Piccola annotazione non di poco conto: Appendino e Lapietra hanno perso 3 anni per avviare il progetto preliminare.


Rimane poi tutto da argomentare (e comprendere) come Infra.To, una engineering di 30 persone, possa realizzare un progetto definitivo per opere civili da 800 milioni di euro: dovrà ricorrere a sua volta a gare per i diversi ambiti, con la quasi certezza di contenziosi e quindi ritardi e aggravio economico.


La soluzione più logica e coerente con la normativa è una gara che individui un unico soggetto responsabile dell'intera progettazione definitiva: solo così abbasseremo il rischio di contenziosi, riuscendo - cosa impraticabile per questa amministrazione - ad avere un unico affidatario, armonizzando così tutte le diverse attività specialistiche. La verità è che questi 4 anni di amministrazione Appendino ci hanno insegnato che questa non sia una città di scelte logiche e lineari. Il tutto a scapito di chi ci abita.

già senatore Pd


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