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14/11/2019

L’INDAGINE ANCONA Una settimana fa la burrasca giu…

Corriere Adriatico

L'INDAGINE
ANCONA Una settimana fa la burrasca giudiziaria dell'inchiesta Ghost Jobs si abbatteva su Palazzo del Popolo. Cinque arresti, trenta indagati (tra cui quattro assessori, dirigenti e funzionari pubblici) e dieci perquisizioni che hanno portato nelle mani della Squadra Mobile e dalla sezione di polizia giudiziaria della Municipale un ammasso di documenti, decine di faldoni, cellulari, pc e altri strumenti necessari a sbrogliare la matassa di quello che sembra essere, come lo ha definito il gip Sonia Piermartini nell'ordinanza che ha portato cinque persone in manette, «un sistema illecito di gestione della cosa pubblica da parte di amministratori di estrazione politica, dirigenti e funzionari del Comune di Ancona, caratterizzati da rapporti tutt'altro che lineari e trasparenti con il mondo dell'imprenditoria e delle libere professioni».
Gli atti
Un sistema che gli investigatori stanno cercando di ricostruire attraverso due filoni: uno (dove ci sono circa 3mila pagine di atti d'indagine) è quello della presunta corruzione e degli appalti arrivati sulla scrivania di Simone Bonci, geometra in servizio alla Direzione manutenzioni, frana e protezione civile del Comune, finito in manette assieme a quattro imprenditori edili. L'altro riguarda reati come la truffa, il falso, l'abuso d'ufficio e turbativa d'asta.
Gli accertamenti
Sono ipotesi di reato che hanno portato sotto la lente del procuratore aggiunto Valentina D'Agostino e del sostituto Ruggiero Dicuonzo una serie di presunte irregolarità nella gestione di denaro pubblico e procedure non perfettamente a norma, ancora tutte da verificare. Gli accertamenti riguarderebbero anche altre opere pubbliche oltre quelle legate agli appalti gestiti dal geometra che da una settimana si trova recluso a Montacuto. Dunque, il focus investigativo sul bando di gara per il restyling dei laghetti (affidato per un importo di 418.155,60 euro, iva esclusa, alla Procaccia srl) avrebbe rappresentato solamente la prima goccia che ha portato gli inquirenti a scandagliare la filiera dei lavori pubblici.
Federica Serfilippi
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