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28/04/2020

L’inchiesta sull’appalto fantasma due coniugi nel mirino dei pm dubbi sui prezzi delle protezioni

Il Messaggero - Michela Allegri Alessia Marani

L'INCHIESTA
SI INDAGA ANCHE SUI CRITERI CON I QUALI È STATA SCELTA LA ECOTECH DELLA COPPIA PERNA-MONDIN
Il gioco delle sedi: prima nel Bellunese, poi il trasferimento a Santa Marinella, quindi la sede legale individuata in un palazzo al 102 di via Po e un sedicente capannone come sede secondaria in via Kennedy, a Ciampino, che non è null'altro che uno spoglio appezzamento di terreno sbarrato da una cancellata. I misteri della Ecotech srl dei coniugi Anna Perna e Sergio Mondin, la società finita sotto inchiesta per inadempimento di contratti di pubbliche forniture in relazione alla commessa da 9,5 milioni di mascherine che la Regione Lazio le ha assegnato, per circa 35 milioni di euro, si infittiscono. E ora la Procura, che sta già indagando sui vertici della società, sta facendo accertamenti anche per capire dove effettivamente fosse il quartier generale della srl che impiega, stando alla visura camerale, solo tre addetti. Ma c'è di più: la Ecotech, dopo avere stretto il 16 marzo l'accordo per la fornitura, passato qualche giorno, ha cambiato l'indicazione dell'attività prevalente in Camera di Commercio. Attività che è passata dal "commercio all'ingrosso di materiale elettrico con deposito" al "commercio di prodotti sanitari". LA REGIONE E ora si apre anche un altro fonte d'inchiesta, che potrebbe coinvolgere la Regione: gli inquirenti stanno facendo verifiche sulle procedure che hanno portato alla scelta della Ecotech per la fornitura. Altre ditte avrebbero infatti chiesto di partecipare alla gara, come la Este Italia srl, assistita dall'avvocato Giuseppe Cavallaro, che sta preparando un esposto da presentare in Procura: la Este Italia sostiene di avere presentato un'offerta più vantaggiosa rispetto a quella della Ecotech, ma di non essere stata considerata. Intanto i titolari della Ecotech, Anna Perna e Sergio Mondin, rispettivamente rappresentante legale e collaboratore, attraverso i loro avvocati Cesare Gai e Giorgio Quadri hanno chiesto di essere sentiti dai pm. «Il comportamento della Ecotech è stato costantemente improntato alla massima trasparenza e correttezza nei confronti della Pubblica Amministrazione. La società tenterà in ogni modo di garantire l'adempimento del contratto», sottolineano i legali, che depositeranno ai pm la documentazione del fornitore della ditta, Exor Sa, che dimostra l'esistenza degli ordini di dispositivi effettuati dalla Ecotech e i pagamenti già eseguiti per garantire l'approvvigionamento. La Regione Lazio, venerdì sera, ha rescisso il contratto con la ditta, chiedendo la restituzione dell'anticipo versato. Alla ditta verranno anche addebitati una penale da circa 200mila euro, e un risarcimento - ancora da quantificare - per il danno subito dall'Amministrazione. «Ma i dubbi e gli interrogativi sulla vicenda restano. Soprattutto come farà la Regione a tornare in possesso dei 14 milioni di euro anticipati?», si chiedono la consigliera regionale di FdI Chiara Colosimo e il deputato Fabio Rampelli. GLI ALTRI FASCICOLI Quella sulla Ecotech non è l'unica inchiesta sugli appalti relativi ai dispositivi sanitari. Lunedì ci sarà l'udienza davanti al Riesame per valutare l'istanza presentata dal difensore dell'imprenditore Antonello Ieffi, arrestato per turbativa d'asta in un appalto Consip da oltre 15 milioni di euro per l'acquisto di mascherine. I legali hanno chiesto la scarcerazione, o in alternativa l'attenuazione della misura. A Ieffi i pm contestano anche l'inadempimento di contratti di pubbliche forniture nell'indagine avviata dopo una denuncia di Consip e relativa alla fornitura di 24 milioni di mascherine chirurgiche. L'esposto faceva riferimento alle anomalie riscontrate nella procedura di una gara del valore complessivo di oltre 253 milioni di euro, bandita d'urgenza per garantire l'approvvigionamento di dispositivi. In particolare l'inchiesta si concentra sul lotto n. 6, dell'importo di circa 15,8 milioni, relativo alla fornitura di mascherine chirurgiche, e che era stato vinto da Biocrea Società Agricola, riconducibile a Ieffi. La Procura, sempre dopo una denuncia di Consip, sta indagando anche sulla coop Indaco, guidata dall'imprenditore Salvatore Micelli, che si era aggiudicata un lotto da circa 4,5 milioni per la fornitura di oltre 7 milioni di mascherine.

Foto: L'inchiesta della Procura riguarda la mancata fornitura di sette milioni di mascherine per la Protezione Civile della Regione Lazio


Foto: Dispositivi per la Protezione Civile del Lazio