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23/01/2021

L’INCHIESTA PERUGIA Nuovi indagati e uffici perqui…

Il Messaggero

L'INCHIESTA
PERUGIA Nuovi indagati e uffici perquisiti. Una mole definita «notevole» di materiale sequestrato e di interesse per gli investigatori. Che l'inchiesta sulla regolarità di alcuni appalti nella sanità regionale sia stato il filone madre da cui è partito lo scandalo concorsopoli (l'inchiesta cioè sui presunti concorsi truccati nel 2018 all'ospedale di Perugia che martedì dovrebbe condurre alle prime condanne per chi tra i 39 imputati del filone principale ha scelto riti alternativi e i rinvii a giudizio per chi ha scelto l'ordinario) era cosa risaputa. Al pari del fatto che si preannuncia un'inchiesta ancora più rumorosa di quella sui concorsi.
Perché qui c'è in ballo un'ipotesi di reato grave, la corruzione, e ci sono montagne di soldi pubblici in ballo. Quanti? Almeno un centinaio di milioni, tra i primi appalti di circa dieci anni fa e le successive proroghe. I sostituti procuratori Mario Formisano e Paolo Abbritti stanno lavorando da mesi insieme alla guardia di finanza per sciogliere i nodi relativi alle ipotesi di corruzione e turbativa d'asta. E per questo motivo lunedì mattina hanno inviato i militari diretti dal colonnello Danilo Massimo Cardone a perquisire gli uffici di un dirigente dell'Usl Umbria 1 e un manager della Servizi Associati. Al centro di questo filone d'indagine ci sono le gare per le forniture agli ospedali che sarebbero viziate da irregolarità, ma anche l'assunzione di parenti dei dirigenti delle aziende sanitaria e ospedaliera in cambio, secondo gli investigatori, della proroga degli appalti. All'orizzonte c'è però il nodo della proroga degli appalti in scadenza nei prossimi mesi e in azienda c'è preoccupazione tra i dipendenti. «Sia il manager che la società sono sereni e hanno massima fiducia nell'operato della magistratura» assicura l'avvocato Giancarlo Viti.
Irregolarità che, secondo quanto si apprende, sarebbero state ipotizzate non solo da intercettazioni telefoniche ma anche da un esposto presentato da un ex dipendente della Servizi Associati. Materiale che sarebbe diventato più corposo tanto da convincere, nei mesi scorsi, i pubblici ministeri della necessità di formare un nuovo fascicolo d'indagine.
La procura, con accuse chiaramente tutte da dimostrare, vuole far luce su fatti relativi, in totale, al lungo periodo tra l'aprile 2014 e il dicembre 2019, anche se - da quanto si apprende le indagini arriverebbero fino agli accordi sottoscritti nel 2010 con tutte le successive proroghe degli appalti. Insomma, roba di milioni di euro. Cento, per l'esattezza, secondo una prima stima fatta qualche tempo fa negli uffici del Comando provinciale della guardia di finanza, con gli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria che stanno portando avanti un lavoro certosino.
Milioni di appalti sotto indagine, un super lavoro perché c'è una mole «notevole» di materiale da analizzare e ricostruire. Se sul fronte degli esami grandissima parte degli spunti d'indagine è arrivata direttamente dai protagonisti, su quest'altro versante l'indagine si muove su un terreno decisamente più pesante perché non c'è più l'immediatezza dei fatti e dunque tocca agli investigatori svolgere un compito di analisi di documentazione.
Michele Milletti