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25/07/2018

L’INCHIESTA Invece di controllare l’operato della …

Il Messaggero

L'INCHIESTA
Invece di controllare l'operato della ditta appaltatrice, avrebbe suggerito all'imprenditore su come gonfiare i costi e omesso di contestare irregolarità nello svolgimento dei lavori. Un atteggiamento compiacente che secondo, gli inquirenti, sarebbe avvenuto in cambio di due auto, prese a noleggio dagli imprenditori, e utilizzate per fini privati.
Queste le accuse che hanno portato all'emissione di un'ordinanza di misure cautelari nei confronti di Giampaolo Fontana, 63 anni, di Sezze, funzionario dell'Astral, la società della Regione Lazio che si occupa delle manutenzione delle strade, e dell'imprenditore Giancarlo Parente, 53 anni, di Veroli, il cui nome era comparso tra gli indagati dell'inchiesta Tiberio a Sperlonga. Nessun provvedimento cautelare nei confronti dell'altro imprenditore ciociaro indagato - Primo Cortina, 55 anni di Frosinone, che, scrive il giudice, «pur avendo beneficiato delle attività delittuose non appare diretto artefice e partecipe» dei legami «più o meno occulti» che risultano invece «legare strettamente le condotte e le posizioni di Fontana e Parente».
Il gip del tribunale di Frosinone, Antonello Bracaglia Morante, ha disposto per l'architetto di Sezze la sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio per un anno; per Parente il divieto di esercitare le attività imprenditoriali legate ai fatti contestati, sempre per 12 mesi.
I provvedimenti sono stati eseguiti ieri dal personale della sezione di polizia giudiziaria carabinieri presso la Procura, in collaborazione coi colleghi del comando provinciale agli ordini del colonnello Fabio Cagnazzo e e del nucleo di polizia economica della Guardia di Finanza di Frosinone. Le indagini, coordinate da procuratore Giuseppe De Falco, sono state condotte dai carabinieri della sezione presso la Procura.
LE CONTESTAZIONI
I reati a vario titolo contestati sono corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e frode in pubbliche forniture.
Al centro dell'inchiesta l'appalto, per circa 4 milioni di ueri, relativo al servizio di sorveglianza, reperibilità H24, pronto intervento, manutenzione dello lotto quattro sud, a due ditte ciociare la Sibar di Frosinone e quella riferibile l'imprenditore di Veroli Giancarlo Parente.
Secondo l'accusa l'architetto di Sezze, Giampaolo Fontana, direttore dei lavori per conto di Astral dell'appalto in questione, non avrebbe fatto quello che il suo ruolo gli imponeva: controllare che gli interventi previsti dall'appalto venissero svolti secondo quanto stabilito dal contratto. Questo, secondo, l'accusa non è avvenuto. Fontana, ad esempio, non avrebbe segnalato che per alcuni mesi nelle vetture delle ditte appaltatrici non erano stati installati i Gps, i sistemi satellitari che, come previsto da contratto, avrebbero consentito di verificare l'attività di sorveglianza.
I FAVORI
Il funzionario dell'Astral, ancora, avrebbe omesso di denunciare che la ditta appaltatrice aveva smaltito illegalmente i rifiuti provenienti dalla pulizia delle cunette stradali. Non solo.
Fontana, stando alle accuse, avrebbe persino consigliato alle ditte «la predisposizione di false indicazioni nella rappresentazione del lavoro prestato in esecuzione dell'appalto: ad esempio sulla redazione dei report giornalieri, sull'indicazione della manodopera utilizzata e dei lavori eseguiti». Nell'ordinanza, a conferma della compiacenza del funzionario pubblico rispetto agli interessi del privato, vengono riportate alcune intercettazioni. Favori che, secondo le accuse mosse dalla Procura, sarebbero stati contraccambiati con due auto (prima una Ford Fiesta, poi una Renault Clio) che le imprese appaltatrici hanno preso a noleggio e messo a disposizione dell'architetto dell'Astral che le avrebbe utilizzate per fini privati.
Per l'elargizione di queste «indebite utilità» sono indagati entrambi gli imprenditori ciociari. Agli stessi è contestato anche il reato di frode in pubbliche forniture perché nei report giornalieri presentati all'Astral sui lavori di sorveglianza e manutenzione hanno riportato dati in merito agli orari e agli operai superiori rispetto ai servizi effettivamente prestati.
Pierfederico Pernarella
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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