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17/02/2021

L’in house deve essere motivato

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

L'Anac ha messo in consultazione (fi no al 15 marzo) le linee guida per le stazioni appaltanti
Va giustifi cata la convenienza economica dell'affi damento
Motivare la convenienza di un affidamento in house rispetto al ricorso al mercato: a questo serviranno le linee guida che l'Autorità nazionale anti corruzione ha messo in consultazione pubblica (risposte entro il 15 marzo) per fornire indicazioni utili alle stazioni appaltanti che devono predisporre la motivazione richiesta dall'articolo 192, comma 2, del codice dei contratti pubblici nel caso di affi damento diretto a società in house. La disposizione del codice appalti prevede infatti un onere motivazionale aggravato che presuppone lo svolgimento di un'indagine comparativa volta a dimostrare la convenienza economica dell'affi damento interno. In particolare la norma del codice, che si applica ai contratti avente ad oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza, richiede che le stazioni appaltanti effettuino «preventivamente la valutazione sulla congruità economica dell'offerta dei soggetti in house, avuto riguardo all'oggetto e al valore della prestazione, dando conto nella motivazione del provvedimento di affidamento delle ragioni del mancato ricorso al mercato, nonché dei benefi ci per la collettività della forma di gestione prescelta, anche con riferimento agli obiettivi di universalità e socialità, di effi cienza, di economicità e di qualità del servizio, nonché di ottimale impiego delle risorse pubbliche». Lo scopo dell'Anac è quello di fornire indicazioni pratiche per orientare l'azione degli enti interessati verso comportamenti conformi alla normativa vigente e uniformi, favorendo la diffusione di bestpractice. La scelta operata nel documento di consultazione è stata nel senso di intendere il termine «concorrenza» in senso atecnico, riferendosi ai servizi che siano prestati in modo alternativo sul mercato e, quindi, in ogni caso in cui vi sia una concorrenza per il mercato o nel mercato. La valutazione è dovuta, quindi, anche nel caso di servizi offerti in regime di monopolio o di oligopolio e nel caso di servizi che possono essere concessi in esclusiva ad un unico operatore. Nelle linee guida si prevede che le stazioni appaltanti nel motivare le ragioni del mancato ricorso al mercato, debbano esplicitare le valutazioni effettuate in merito alla congruità economica dell'offerta e ai benefi ci per la collettività della forma di gestione prescelta. All'omessa o insufficiente motivazione sono state collegate specifiche conseguenze in termini di illegittimità dell'affi damento e di responsabilità amministrativa e contabile del soggetto deputato alla scelta. Inoltre, è stata prospettata la possibilità che da tali omissioni possano derivare conseguenze ai fi ni della qualificazione della stazione appaltante ex articolo 38 del codice dei contratti pubblici. Le linee guida interesseranno un numero cospicuo di enti pubblici, se solo si pensa che per la Corte dei conti (relazione 2019 sulle partecipate pubbliche territoriali e sanitarie) gli affidamenti diretti di servizi pubblici, secondo il modello dell'in house providing costituiscono il 93% del totale degli affidamenti disposti dagli enti locali e delle 4.326 società affidatarie, 1.804 sono a totale capitale pubblico. I casi di affidamento a terzi sono stati soltanto 878 (su un totale di 14.626 affidamenti). © Riproduzione riservata