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29/07/2021

L’impresa di fare impresa fra burocrazia e giustizia

La Ragione - Primo Mastrantoni

Ruote bucate
Questa storia emblematica, iniziata nel 2011 e appena terminata, riguarda la gara per l'aggiudicazione unica del trasporto pubblico locale - urbano ed extraurbano - nella Regione Toscana. L'appalto vale 4 miliardi per un periodo di 11 anni di servizio e un percorso di 110 milioni di km l'anno relativo a un bacino di utenza di 3,7 milioni di persone. Seguiamone la trafila. Con l'avvio della legge finanziaria del 2011, la Regione Toscana intende riorganizzare e razionalizzare il trasporto pubblico locale che a quel tempo viene gestito da 22 imprese pubbliche, a maggioranza pubblica e private. Una frammentazione che comporta i relativi costi per consigli di amministrazione, presidenti, amministratori delegati, collegi dei revisori, direttori generali, etc . Nel 2012 si avviano le procedure per l'aggiudicazione della gara europea. Tre anni dopo si si conclude finalmente l' iter amministrativo con la presentazione delle offerte da parte del consorzio Mobit - formato da 7 aziende locali (tra queste anche BusItalia del gruppo FS italiane) - e dalla concorrente Autolinee Toscane (del gruppo pubblico francese Ratp, che ha in gestione linee di trasporto in 14 Paesi). Per inciso, anche le nostre aziende sono presenti all'estero: Trenitalia è attiva in Spagna, l'Azienda dei trasporti milanese in Danimarca e la stessa BusItalia in Olanda. Nel marzo 2016 la concessione del trasporto pubblico viene affidata ad Autolinee Toscane, che aveva presentato un'offerta ritenuta economicamente più vantaggiosa, consentendo alla Regione di far risparmiare al contribuente 8 milioni di euro l'anno (pari a complessivi 88 milioni negli 11 anni di servizio). Seguono a quel punto una serie di ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato e addirittura alla Corte di giustizia europea. Nel 2019 l'appalto viene di nuovo aggiudicato ad Autolinee Toscane. Subito la concorrente Mobit presenta altri ricorsi, contestando alcuni aspetti del Piano economico finanziario di Autolinee Toscane e paventando l'incostituzionalità della legge che individuava la Regione come ambito territoriale ottimale per il trasporto locale (circostanza che a parere della ricorrente avrebbe limitato la partecipazione delle imprese alla gara). Il Consiglio di Stato a quel punto si pronuncia di nuovo e definitivamente a favore di Autolinee Toscane. La sentenza è dello scorso giugno. Sono dovuti trascorrere ben 10 anni prima di poter vedere l'attuazione della legge regionale sulla riforma del trasporto pubblico regionale. Una riforma tenuta in ostaggio da tempi - burocratici e di giustizia amministrativa - che sono in grado di scoraggiare chiunque voglia investire in Italia.