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17/11/2020

L’IMPIANTO SPRESIANO Nasce una nuova cordata tutta…

Il Gazzettino

L'IMPIANTO
SPRESIANO Nasce una nuova cordata tutta trevigiana per terminare i lavori del velodromo di Lovadina di Spresiano. Con due anni di ritardo, finalmente si potrà tornare, a breve, a rivedere in funzione le gru e i camion entrare e uscire dal cantiere di via Marconi, a ridosso dell'autostrada A27. Lo assicura il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco, che nel corso dell'ultimo consiglio federale di venerdì scorso ha fatto il punto della situazione sull'impianto che costerà alla Federazione 30 milioni di euro.
LA SVOLTA
«Siamo finalmente in dirittura d'arrivo. Nei giorni scorsi è stata completata la base di accordo tra tutti i soggetti coinvolti nella fase iniziale per la costruzione della struttura trevigiana. Un accordo per azzerare per tutte le controversie legali attualmente in corso e le pendenze economiche. La Pessina, gruppo edile che aveva vinto l'appalto per la costruzione dell'impianto sportivo, se ne esce e con lei tutti coloro che avevano concorso alla realizzazione, dalla Pool Engineering alla Mosole che aveva ceduto il terreno e sulla cui area c'erano ancora delle vertenze aperte. C'erano stati dei ricorsi al Tar ma alla fine pur di chiudere, come federazione, la vicenda, e poter ripartire con gli ultimi step per rifinire l'opera, siamo andati in trattativa. Insomma siamo andati incontro a varie esigenze perché ci premeva sottoscrivere un nuovo accordo. Ora con questo accordo sottoscritto - puntualizza il presidente Di Rocco - ci sarà il passaggio con la Presidenza del Consiglio che ha alle proprie dirette dipendenze l'Ufficio Sport che valuterà le modalità di proseguimento del nuovo contratto dovrà assumere la decisione di riaprire il cantiere quanto prima».
Si tornerà ad un nuovo appalto?
«L'appalto dovrebbe essere rifatto dalla Fedeciclismo ma ci potrebbe essere pure la svolta e assumersi tutti gli incarichi direttamente la società governativa Sort e Salute, una società che appartiene al cento per cento al Ministero dell'Economia e che ha già dimostrato l'interesse. Sport e Salute diventerebbe così la stazione appaltante. I lavori quindi dipenderebbero direttamente da Sport e Salute terminando tutta la struttura, dalla progettazione su ciò che rimane da completare e sistemare quanto già realizzato. Chiederemo inoltre alla Presidenza del Consiglio se noi, come Federazione possiamo eventualmente apporre delle modifiche nella procedura d'appalto».
In un appalto pubblico possono arrivare ditte da qualsiasi parte d'Italia, però sembra ci siano ditte locali fortemente interessate a terminare l'opera sportiva.
«C'è una importante manifestazione di interesse per poter terminare il velodromo - replica il presidente - oltre ovviamente all'azienda statale Sport e Salute, anche da parte di un pool di aziende locali che si sono fatte avanti attraverso un affermato studio legale dell'asolano. Conosciamo il nome dello studio ma non ancora chi sta dietro alla copertura dello studio legale. E questo pool di aziende ha espresso la volontà di completare l'opera e nel caso anche di assumersi l'onere della gestione».
Operazione che non è un onere da poco.
«Il pacchetto velodromo si completa di tre fasi: la costruzione dell'immobile, l'assunzione dell'incarico di gestione per cinque anni, il che significa organizzazione di eventi sportivi su pista e la cessione alla federazione ciclistica per l'utilizzo dell'impianto, di parecchie giornate riservate alle sessioni di allenamento, e l'organizzazione del campionato del mondo per il 2025, già calendarizzato. Inoltre per 50 anni l'utilizzo del terreno e lasciato alla Fci. In questo nuovo accordo rientra anche il Gruppo Mosole che ha offerto la disponibilità ad ampliare il terreno dedicato ai parcheggi, esigenza primaria per una struttura sportiva. Insomma sono più che ottimista questa volta. Entro pochi giorni firmeremo gli accordi e poi la palla passerà alla Presidenza del Consiglio che dovrebbe decidere con una tempistica molto rapida».
IL CANTIERE
Entro l'inizio di febbraio si potrebbe davvero vedere ripartire il cantiere del velodromo che avrà 6.055 posti per spettatori paganti. L'area ha una superficie di 89.236 metri quadri. La struttura avrà spazi polifunzionali da utilizzare per eventi o esposizioni. L'open space sarà utilizzato per il Museo della bicicletta e nel catino potrebbero disputarsi anche prove olimpiche, mentre sono già previste seigiorni e gare di Coppa del Mondo. La nazionale su pista avrà finalmente la propria casa del ciclismo proprio a Treviso.
Tina Ruggeri
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