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30/09/2021

Lilli GoriupSi è svolto in casa Ande l’ultimo “con…

Il Piccolo di Trieste - Lilli Goriup

Lilli GoriupSi è svolto in casa Ande l'ultimo "confronto non confronto" prima del voto tra i principali candidati sindaco della città. Ieri la locale sezione dell'Ande, l'Associazione nazionale delle donne elettrici, presieduta dalla marchesa Etta Carignani, ha invitato infatti a intervenire al Savoia Roberto Dipiazza (centrodestra), Francesco Russo (centrosinistra) e Alessandra Richetti (M5s). Ma gli sfidanti non si sono incrociati sul parterre e non hanno, di conseguenza, interagito: sono stati intervistati singolarmente dall'avvocato Emilio Terpin in tre momenti distinti, uno dopo l'altro. Sia Russo che Richetti si sono detti dispiaciuti di non potersi confrontare di persona con Dipiazza. Tramite una nota, Russo ha inoltre fatto sapere: «Se il sindaco continuerà a negarsi, sarà la dimostrazione che i suoi argomenti sono deboli e teme di esporli pubblicamente». Parlando per ultimo al Savoia, Dipiazza ha tuttavia rispedito il pacco al mittente: «Mi sono sempre confrontato, con Rossetti, Pacorini, Rosato, Cosolini. Stavolta invece quando abbiamo iniziato a fare questi incontri c'era solo guerra: io dicevo "piove", l'altro "c'è il sole". Da Suban siamo stati anche richiamati da Antonio Paoletti (lì presente come presidente Confcommercio) per la baruffa. A questo punto è meglio così: ognuno parla, la democrazia è anche questo». L'Ande ha chiesto ai tre candidati di raccontare nello specifico la loro visione per giovani e cultura nonché la loro analisi rispetto alla disaffezione delle persone nei confronti della politica. Procedendo in ordine di intervento, Russo ha dunque esordito premettendo: «Queste elezioni sono un'occasione irripetibile per una generazione politica che quelle precedenti mai hanno avuto. La sdemanializzazione del Porto vecchio ha portato oggi alla British American Tobacco (Bat). Dopo il Covid in Italia arriveranno 300 miliardi di euro: serve un'amministrazione che li sappia spendere. La cultura è la grande sparizione degli ultimi anni a Trieste. Va incentivata la cultura diffusa, coinvolgendo scrittori e artisti del territorio. I ragazzi che vivono nelle periferie non vengono a Trieste Next o a teatro. Riavvicinare le persone alla politica è una delle mie sfide: negli anni '80 il Consiglio comunale di Trieste aveva il barone De Banfield, Margherita Hack, Padoa Schoppa. Servono personalità forti capaci di ispirare la comunità».Richetti ha ricordato la sua esperienza di presidente di circoscrizione. La sua ricetta per i giovani prevede «educativa di strada, investimenti su giovani, famiglie, sport. Sulla cultura, guardo alle proposte che già funzionano: a Helsinki un festival diffuso raccoglie le varie arti, dalla letteratura al teatro, per proporre costantemente iniziative anche alle scuole», ha proseguito Richetti: «Io non sono una donna del "contro": se qualcosa non funziona, cerco la via migliore verso la soluzione. Per questo mi sono avvicinata al M5s quando si è trasformato da forza "contro" in forza attiva. La politica è fondamentale, mi appassiona da sempre, ma mi sono sentita anch'io tradita da quella politica, sia di destra che di sinistra, che antepone la contrapposizione tra bandiere ai bisogni dei cittadini». Anche Dipiazza ha citato la Bat: «Con Giacomo Borruso abbiamo acquistato quel pezzo della Wärtsilä. Oggi è arrivato l'investimento folle: bellissimo». Quanto ai giovani, «abbiamo mangiato loro un anno e mezzo di vita. L'altro errore clamoroso è il Reddito di cittadinanza: servono mille programmatori e non li troviamo. La risposta è "lavoro", che non è vero che manca, "patria" e "senso civico". La cultura: la Regione ha appena messo 12 milioni per Palazzo Biserini. Nel 2022 ci sarà la mostra di Van Gogh. Non ho mai visto la città così: è straordinario come siamo ripartiti dopo la pandemia. La disaffezione per la politica? Veramente la gente mi ferma per strada». Infine le opere pubbliche: «Non è che mi sono divertito a spararmi sui piedi tenendo fermo il tram davanti agli occhi della popolazione per cinque anni. Ha vinto una ditta di Caserta: il Codice degli appalti prevede il massimo ribasso».--© RIPRODUZIONE RISERVATA