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25/05/2021

L’idea: liberalizzare i subappalti La Cgil per lo sciopero generale

Gazzetta di Modena

landini: un passo indietro di vent'anni
Sciopero generale. Lo cita per primo il segretario della Cgil Maurizio Landini contro il decreto Sostegni bis. Non accetta la "liberalizzazione" degli appalti, lo sdoganamento dei sub-appalti che sarebbe contenuto nel decreto che crea non pochi grattacapi anche al governo.Nel decreto della ripartenza, infatti, spunta il blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto. E questa possibilità manda in tilt Confindustria. Così oggi si annuncia un lunedì caldo per forze sociali e politiche. Anche se l'ipotesi che la riunione di governo slitti a domani o mercoledì (secondo l'agenzia LaPresse). Del resto il capo del governo, Mario Draghi, oggi sarà a Bruxelles per il consiglio europeo straordinario, mentre il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovanni sarà a Stresa per il sopralluogo con il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, sul luogo della tragedia della funivia.A far discutere il ritorno dell'appalto integrato unito al criterio di aggiudicazione basato sul massimo ribasso: «Così - denuncia Landini - si torna indietro di vent'anni, ai tempi del governo Berlusconi e del suo ministro Lunardi. E abbiamo già visto che cosa significa: riduzione dei diritti per chi lavora sugli appalti, scarsa qualità del lavoro, scarsa qualità delle opere, maggiore insicurezza nei cantieri e, infine, il rischio di alimentare il male oscuro italiano, quello della corruzione e dell'illegalità». Ribadisce Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana: «Mai una volta che si tenti attraverso le leggi di proteggere queste persone dalla giungla di contratti e concorrenza senza freni. Fanno bene i sindacati adevocare lo sciopero generale. Faremo di tutto per fermare queste norme, in Parlamento e nella società».La risposta dai ministeri interessati, tuttavia, è «Si sta lavorando». E sulla norma che liberalizza il subappalto, inserita nella bozza circolata venerdì si fa notare che la soglia era già stata aumentata due anni fa dal 30 al 40% per rispondere alle contestazioni della Corte di giustizia europea, secondo cui i limiti imposti dall'Italia erano troppo restrittivi e limitavano la partecipazione delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici. Inoltre torna, sempre secondo le indiscrezioni, "l'appalto integrato", in cui progettazione ed esecuzione dei lavori possono essere oggetto della stessa gara e quindi affidati allo stesso aggiudicatario. Viene abrogato infatti, per le opere del Recovery, il divieto di affidamento congiunto previsto dal Codice degli appalti. E su questo punto non è d'accordo Paolo Lattanzio, presidente del Comitato sulle infiltrazioni mafiose in epoca Covid in Commissione Antimafia, che giudica la liberalizzazione del subappalto «una scelta inaccettabile: l'innalzamento del tetto dei subappalti - osserva il deputato Pd - agevola offerte ribassiste che ci riportano indietro di anni e soprattutto espone lavoratori e lavoratrici ad un sistema di ricatto, perché le imprese saranno portate a fare margine su materiali, paghe e sicurezza». --