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01/07/2021

” Licenziati ” pure i sindacati

Il Fatto Quotidiano - GAD LERNER

LE NOSTRE FIRME
Lerner " Licenziati " pure i sindacati a pag. 9 Licenziamenti sbloccati, sindacati paralizzati. Il governo ha stabilito che da domani sarà di nuovo consentita alle imprese la rescissione dei rapporti contrattuali a tempo indeterminato, con l ' eccezione temporanea di alcuni (pochi) settori in grossacrisi: lepressioni deiconfederali su Draghi hanno portato a una sorta di gentlemen agreement con Confindustria non è chiaro quanto vincolante. Non voglio fare l ' uccello del malaugurio e non mi lancio in previsioni sul numero di lettere di licenziamento che fioccheranno in Italia a partire dal 1o luglio 2021: nell ' ordine delle decine o delle centinaia di migliaia? Troveremo di sicuro interpreti compiacenti delle statistiche, pronti a segnalare un incremento simultaneo dei contratti a termine, magari nelle stesse aziende che si libereranno dell ' onere del " pos to fisso " . Esulteranno per la crescita accelerata del Pil chiudendo un occhio sull ' estensione delle fasce di precariato; come se non si trattasse di uno dei fattori di fragilità del nostro sistema economico oltre che di un moltiplicatore dell ' in iquità sociale. I giornali padronali hanno preferito minimizzare questa vittoria confindustriale ponendo l ' accento sullo " sblocco selettivo dei lic e n zi a m e n ti " , limitandosi a piccoli richiami in prima pagina. Pazienza se si tratta di una notizia che inciderà drammaticamente sul destino di molte famiglie. C ' è da stupirsene? Sono gli stessi giornali che hanno accreditato la leggenda della difficoltà a reperire manodopera per via delle masse di fannulloni che approfitterebbero del Reddito di cittadinanza. Pd e Leu hanno digerito la decisione di Draghi, non a caso rinviata fino all ' ultimo giorno utile, fingendo di accontentarsi del " buon compromesso " . Il M5S, già tra i sostenitori del condono fiscale, si limita a protestare per la sospensione del C a sh b ac k , eludendo il nodo dei licenziamenti, a conferma dellasua recente vocazione " liberale e moderata " in materia di lavoro. Quelli che ne escono pubblicamente bastonati sono i sindacati confederali. Con ilsenno dipoi, lemanifestazioni di piazza convocate sabato scorso, risultano poco più che un atto dovuto. Del resto la Cisl, un mese fa, aveva rintuzzato la proposta di sciopero generale lanciata da Landini contro la riforma del codice degli appalti. E sempre la Cisl ha lasciato intendere la volontà di non ostacolare la scelta di Draghi. Col risultato che si giunge allo sblocco dei licenziamenti senza che il governo nemmeno abbia sentito il dovere di presentare prima la riforma degli ammortizzatori sociali, benché promessa fin dal marzo scorso. Profonde sono le ragioni che ostacolano la formazione di un blocco sociale in grado di mobilitarsi a tutela del lavoro dipendente. L ' unità sindacale è solo un lontano ricordo. Venutemeno le distinzioni ideologiche storicamente alla base delle tre confederazioni, prevalgono logiche di autoconservazione d ' a pp arat o. Starsene separati, a troppi conviene, anche se le motivazioni sono assai poco nobili. Ma oggi c ' è di più. Cgil, Cisl e Uil debbono fare i conti con l ' inedito radicamento di un sindacalismo di base dai mille risvolti - anche ambigui - in settori come la logistica, l ' agricoltura, i servizi, i trasporti. Dove i subappalti e il caporalato provocano contrapposizioni fralavoratori tutelati e non, o addirittura affiliazioni di natura etnica. Per certi versi la galassia dei vari Cobas e dell ' Usb ricorda l ' anarco-sinda calismo di un secolo fa, sebbene l ' intensità del conflitto sociale sia oggi di gran lunga attenuata. I confederali, Cgil compresa, vivono il sindacalismo autonomo solo come una minaccia. Spesso, per malinteso senso di appartenenza culturale, hanno tollerato pseudo-cooperative di sinistra dedite allosfruttamento deiloro finti soci. O hanno firmato contratti aziendali che garantiscono l ' assunzione dei propri iscritti tagliando fuori gli altri. Rivalità e settarismo spinti fino allo scontro personale hanno impedito perfino un ' azione unitaria di fronte ai recenti episodi di violenza anti-operaia aTavazzano e Biandrate. Se Landini, o chi per esso, non troverà il coraggio di fare il primo passo in direzione del dialogo - per quanto difficile - con i rappresentanti del lavoro più sfruttato e meno tutelato, la lacerazione renderà impotente l ' insieme del mondo sindacale. L ' esito del lungo incontro governo-sindacati, convocato a meno di 36 ore dal " liberi tutti " , pare comportare lievi miglioramenti di sostanza e un " avviso comune " con Confindustria sull ' uso della Cig in alternativa ai licenziamenti. Come che sia, i sindacatisi trovanonell ' angolo, penalizzati anche da una sinistra che ha rinunciato a rappresentare il lavoro dipendente. È un caso da manuale il sostegno annunciato dal bolognese Claudio Levorato, presidente di Manutencoop, al candidato sindaco della destra. Era fra i protagonisti della cooperazione rossa. Una lezione anche per il sindacato.