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15/04/2021

Licenziamenti e il divieto a doppia velocità

La Prealpina

Economia & Te r r i t o r i o Gli esperti
L ' avvocato Valcavi: le nuove regole per le aziende
Con il Decreto legge " Sostegni " il Governo, scegliendo la continuità con quanto fatto in precedenza, procrastina il blocco generalizzato dei licenziamenti per motivo oggettivo (individuali o collettivi) fino al 30 giugno 2021 per tutti i datori di lavoro, a prescindere dalle dimensioni aziendali e dai settori di operatività. La vera novità è data dalla disciplina per il periodo dal 1° luglio al 31 ottobre 2021, durante il quale il blocco dei licenziamenti opera a seconda dell ' utilizzo degli ammortizzatori sociali Covid-19. La " s osp ens ione " del diritto costituzionale di libertà d ' iniziativa economica (art. 41 Cost.) è, quindi, in stretta connessione con il supporto dato dal sistema per il mantenimento in forza del personale. Pertanto, il divieto è generalizzato e assoluto dal 1° aprile sino al 30 giugno 2021, con copertura data dagli ammortizzatori sociali Covid-19, cioè con le note caratteristiche e senza contributi da versare. Dal 1° luglio e fino al 31 ottobre 2021 il divieto permane solo per le aziende che non hanno accesso alla Cigo, ma ad una proroga degli ammortizzatori sociali Covid-19. Che cosa non si può fare fino al 30 giugno Il divieto è generalizzato, cioè riguarda qualsiasi datore di lavoro e si riferisce a qualunque ipotesi di licenziamento collettivo o individuale per motivo oggettivo (sia esso relativo a rapporti soggetti alla tutela reale, a quella obbligatoria o al Jobs Act). Fino a tale data, pertanto, non si può: 1) avviare una procedura di licenziamento collettivo; 2) richiedere il tentativo obbligatorio di conciliazione in Itl ex art. 7 L. 604/1966; 3) comunicare un recesso dal rapporto di lavoro basato " su ragioni inerenti all ' attività produttiva, all ' organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa " . Che cosa si può fare fino al 30 giugno Esattamente come previsto nei precedenti provvedimenti, il blocco dei licenziamenti non opera laddove si abbia a che fare con: 1) i cambi di appalto con la riassunzione del personale da parte del datore di lavoro subentrante nel rispetto di un obbligo di legge (ad esempio, art. 50 del codice degli appalti), di contratto collettivo (artt. 24-27 Ccnl Vigilanza) o di una clausola contenuta nel contratto di appalto

Foto: La vera novità dopo luglio in base alla tipologia di ammortizzatori