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15/01/2019

Liberalizzazioni, il colpo di spugna sulle farmacie

Corriere della Sera - Claudia Voltattorni

Il commento
si chiama «Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione», ma il disegno di legge 989, che oggi sarà esaminato nelle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato, potrebbe chiamarsi anche «Omnibus» vista la quantità di misure che si sono aggiunte dal suo ok in consiglio dei ministri lo scorso 14 dicembre. Dieci articoli e quasi mille emendamenti che semplificano sì, ma soprattutto aggiungono. O correggono. Come quello promesso dal governo che ripristina il regime fiscale agevolato per gli enti no profit, dopo lo «choc» della legge di Bilancio che lo aveva raddoppiato dal 12 al 24% scatenando la rabbia di tutto il Terzo settore, e non solo. Il dl serve anche per far rientrare lo stop alle trivelle nel Mar Ionio, tema caldo su cui i 5 Stelle rischiano la brutta figura: un emendamento del Mise le sospende per tre anni. Bocciata durante l'esame della manovra, ritorna un'altra misura firmata 5 Stelle: riguarda le farmacie e prevede che in ogni società la maggioranza sia composta da farmacisti iscritti all'albo. Una misura sostenuta dalla ministra della Salute Giulia Grillo e appoggiata da Federfarma, per tutelare l'autonomia delle farmacie, ma che preoccupa le grandi catene (anche internazionali) che negli anni hanno acquisito decine di esercizi in tutta Italia. Ci sono poi gli ulivi in Puglia: è stato previsto un fondo di 100 milioni di euro per la lotta alla Xylella e le piante colpite dall'ultima gelata. E se per le Pmi in difficoltà sono previsti dai 75 ai 100 milioni, altri 10 dovrebbero andare alle famiglie delle vittime della strage di Rigopiano (emendamento 5 Stelle). La Lega chiede di inserire nella bolletta elettrica anche la Tari, la tassa sui rifiuti. Ecco poi di nuovo gli autisti Ncc: la nuova regolamentazione doveva essere un decreto a parte. E i futuri medici di Pronto soccorso: potranno fare il concorso anche senza specializzazione. Resta fuori invece la grande attesa dal mondo delle imprese: la riforma del Codice degli appalti. Per quella c'è tempo.

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