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04/01/2020

Libera sulla cooperativa di Carbone «Dalla parte delle vittime, coi fatti»

Gazzetta del Sud

Locri, il referente regionale don Ennio Stamile sulla decisione del Comune
Un ente locale dovrebbe «custodire gelosamente il patrimonio culturale costituito dalle loro idee, dai sogni, progettie speranze»
Rocco Muscari LOCRI «Quale referente regionale di Libera Calabria, raccolgoe facciomiol'ama ro sfogo di Liliana Carbone, madre di Massimiliano Carbone, giovane di t rent' anni barbaramente ucciso dalla ' ndrangheta nel settembre del 2004a Locri. Da parte dell' Amminist razione comunale di Locriè stato comunicato a Davide, fratello di Massimiliano, che nonostante le trattative in corso, la Cooperativa Arcobaleno Multiservice fondata proprio da Massimiliano, deve cessare la sua attività di affissioni pubblicitarie entro il 31 dicembre 2019e che alla stessa data devono essere rimosse le attrezzature. Tutto ciò richiede la spesa dell' utilizzo di una gru esoprattuttodi uncongruotempoorganizzativo. Si tratta di pannelli ingombranti pesanti,6 metrix3 metri, molti dei quali fissatia terra con strutture metalliche». Èl' incipit dell' articolata lettera firmata da don Ennio Stamile, con la qualeilreferente calabresediLiberaesprime vicinanza alla signora Carbone, che si sta battendo perché la mission della cooperativa fondata da Massimiliano,e proseguita attraverso la dedizionee la professionalità del fratello Davide, non affondi. A proposito della cooperativa fondata dal povero Massimiliano, don Ennio rileva: «Un sogno realizzato nella sua Locri che la decisione presa dall' ente locale rischia di infrangere dopo che lo stesso non solo siè realizzato ma che ha continuatoa vivere ed operare in un contesto territoriale difficile da tuttii punti di vista, lavorativo, sanitario, sociale ed ambientale. Pur non entrando nel merito della vicenda amministrativae rispettando le decisioni della stessa Amministrazione comunale, mi sia consentito formularealcune considerazioni di carattere generale». In primo luogo don Stamile evidenzia che «nel Mezzogiorno la disoccupazione ha raggiunto livelli molto alti. Ma la regione con il tasso di disoccupazione più alto, nella top ten dei dati peggiori relativi all' anno 2017e quello 2018,è la Calabria con un tasso di disoccupazione del 21,6%. Rispetto al tasso medio di disoccupazione dell' Europa, il datoè triplicato. Nel corso degli ultimi tre anni, ovvero tra il 2016, 2017e 2018, sono aumentatia dismisura. La Regione conta un tasso di disoccupazione che riguarda soprattutto la componente più giovane di forza lavoro. Negli ultimi quindici anni- prosegue- hanno lasciato la Calabria per cercare lavoro ben150.000 giovani.La nostraregione detiene il primato con ben il 38% dei laureati che non lavoranoa distanza di 5 anni dalla laurea. Oltre quattromila laureati all' anno lasciano la Calabria in cerca di lavoro. Tutti sappiamo che non si tratta di" circolazione di cervelli", magari si trattasse di ciò, ma di" drenaggio di cervelli". Perché questa fuga non viene compensata da nessun rientro di cervelli». Don Enniosottolinea la forzadi volontà di Massimiliano: «Era un giovane intraprendentee pieno di aspettative, e ha dimostrato che agire con coraggio, intraprendenzae voglia di rimanere nel proprio territorio, dà spesso vitaa realtà lavorative che funzionanoe durano negli anni, creando lavoro, economiae sviluppo». «L' altra considerazione di carattere generale intendo rivolgerlaa tutte le amministrazioni locali- aggiunge il referente regionale di Libera- verso le qualiva ilmioincoraggiamento eprofondo rispetto perché chiamatea governare territori complessi, con pochissime risorsea fronte di continui ed esigenti bisogni dei cittadini». «Stare dalla parte delle vittime innocenti della' ndranghetae dei loro familiari, nelle nostre latitudini-è il punto centrale dell' intervento di don Ennio- non significa limitarsia celebrazioni occasionali come marce, convegni, intitolazioni di vario tipo. Piuttosto agire con fatti concreti con una politica mirata ad incentivare le denunce da parte degli imprenditorie commercianti vessati da rackete usura con sgravi fiscali, proponendoli anche a quelle realtà commerciali che rinunciano ad ospitare nei loro ambienti le slot che, come sappiamo, sono gestite per la gran parte direttamenteo indirettamente dalla' ndrangheta. Agevolare le imprese che denunciano, nei limiti consentiti dalla legge, negli appalti pubblici. Categorico rifiuto di ogni forma di compromesso con la' ndrangheta. Stare dalla parte delle vittime innocentie dei loro familiari significa fare memoria, cioè custodire gelosamente quel patrimonio culturale fatto di idee, sogni, progettie speranze delle vittime. Solo così restituiamo dignitàa centinaia di uomini, donnee bambini, calpestati dalla bambarae disumana logica mafiosa». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Massimiliano Carbone Il giovane imprenditore assassinatoa Locri nel 2004.A destra, il referente di"Libe ra" don Ennio Stamile


Foto: Un sogno realizzato nella sua Locri che la decisione presa dall' ente locale rischia di infrangere