scarica l'app
MENU
Chiudi
21/11/2020

L’Hotel Capital cerca il riscatto con la cura dei positivi

Il Gazzettino

LA STRUTTURA
ROVIGO Il Governo aveva chiesto a Domenico Arcuri, commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, e a ogni Regione di individuare spazi alternativi agli ospedali per ospitare i positivi al Covid-19 e diminuire la pressione sulle strutture ospedaliere. Qualche intoppo burocratico all'inizio ha rallentato il progetto, poi il bando è partito e il termine per presentare le adesioni scadrà proprio oggi. Mentre in altre province sono spuntate diverse candidature e in alcuni casi c'è incertezza sulla scelta finale, in Polesine i giochi sono fatti: l'hotel Europa corre una corsa in solitaria e non ci sono in extremis altre candidature.
VIALE PORTA PO
La struttura alberghiera di viale Porta Po, quindi, sembra l'unica in grado di potersi trasformare in Covid Hotel. L'imprenditore alberghiero Walter Marcheselli è stato da poco riconfermato alla guida di Best Western Italia. A Rovigo, il presidente è conosciuto per la doppia gestione del Best Western Hotel Cristallo e dell'Europa Palace. Marcheselli preferisce non sbilanciarsi e attende l'ufficialità, ma tutte le indiscrezioni conducono verso un'unica direzione: «Abbiamo presentato una dimostrazione d'interesse, ma ancora non conosciamo i tempi tecnici e non sappiamo quando arriveranno i primi ospiti. Certo, la struttura è disponibile e come altri alberghi della regione stiamo valutando questa opportunità».
RILANCIO DELLA STRUTTURA
Il Covid-Hotel può servire a rilanciare, parzialmente, l'economia di un albergo in difficoltà già prima dell'emergenza sanitaria. Marcheselli non nasconde le grandi problematiche che affliggono hotel e turismo: «Le presenze sono precipitate e il fatturato è notevolmente diminuito: anche Rovigo registra un'assenza totale di turisti. Tra i due alberghi, abbiamo quasi 40 dipendenti e siamo costretti a ricorrere alla cassa integrazione». Si attende solo l'annuncio ufficiale dell'Ulss 5: «Il bando chiude domani (oggi per chi legge, ndr) - dice - non sappiamo quanti alberghi hanno presentato richiesta».
L'Hotel Capital stringe i denti: «Il fatturato è diminuito in maniera considerevole, cerchiamo di adeguare i costi alle entrate - spiega il direttore Federico Mercuri -, tuttavia non abbiamo presentato alcuna richiesta per accedere al bando e non intendiamo farlo: abbiamo una clientela definita e non vogliamo lasciare senza servizi i nostri ospiti storici».
RICORSO ALLA CIG
Fondamentale il ricorso alla cassa integrazione: «Io lavoro in struttura assieme ad altri dipendenti - dice il responsabile dell'albergo di viale Porta Adige -, gli altri dipendenti sono in cassa integrazione». Remigio Lucchin e la famiglia gestiscono da vent'anni il Villa Regina Margherita in centro città. Nonostante il momento critico, l'hotel non ha mai pensato di inserirsi nel bando: «Non lo facciamo per una serie di motivi: abbiamo ospiti fissi e dirigenti d'azienda che soggiornano qui, servono terrazzi esterni, personale specializzato e precise norme sanitarie da rispettare». Elevato il calo riscontrato durante la pandemia sanitaria: «Nel weekend l'hotel è praticamente vuoto, le presenze sono limitate dal lunedì al giovedì. Il ristorante lavora abbastanza bene a pranzo al sabato e alla domenica, ma non può bastare: la crisi si fa sentire, chiamiamo i dipendenti al lavoro a seconda delle necessità».
Alessandro Garbo
© RIPRODUZIONE RISERVATA