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13/06/2020

L’ex vicesindaco sotto inchiesta

La Repubblica - Federica Cravero

Per l'Urban Center
Saranno le telefonate, ma soprattutto i messaggi scambiati nelle chat a fare chiarezza sulla vicenda che ruota attorno alla figura della direttrice dell'Urban center metropolitano di Torino, Valentina Campana. Un posto coperto con un affidamento diretto che la procura ritiene abbia dei profili di forte anomalia, tanto da aver aperto un fascicolo per turbativa d'asta che vede tra gli indagati Guido Montanari. ● a pagina 7 Saranno le telefonate, ma soprattutto i messaggi scambiati nelle chat sugli smartphone a fare chiarezza sulla vicenda che ruota attorno alla figura della direttrice dell'Urban center metropolitano di Torino, Valentina Campana. Un posto coperto con un affidamento diretto che la procura di Torino ritiene abbia dei profili di forte anomalia, tanto da aver aperto un fascicolo per turbativa d'asta che vede tra indagati Guido Montanari. L'ex vicesindaco, infatti, aveva fatto parte del consiglio direttivo dell'ente che ha come fulcro le trasformazioni, architettoniche ma non solo, della città. Ieri mattina Montanari è stato raggiunto da un avviso di garanzia che lo informa dell'indagine a suo carico per l'articolo 353 bis del codice penale e ha dovuto consegnare agli investigatori il suo cellulare, così come hanno fatto anche gli altri due indagati, la presidente dell'Urban Lab Elena Dellapiana e l'altro consigliere, Marco Demarie.
Il pm Gianfranco Colace che coordina l'inchiesta ha chiesto ai carabinieri della polizia giudiziaria di acquisire anche il contenuto del telefonino della direttrice Valentina Campana, che tuttavia non risulta indagata. La sua posizione, infatti, sarà determinata dalle conversazioni che saranno estrapolate dal cellulare e che mostreranno se e quanto fosse consapevole delle mosse che, secondo l'ipotesi di accusa, erano state fatte per mantenerla in quel posto di vertice, che occupa da gennaio 2017. Un posto che, prima di lei, era stato occupato da Paola Virano, dirigente dell'allora assessore Stefano Lo Russo, e prima ancora da noti architetti, come Carlo Olmo. Proprio Lo Russo nel 2014 aveva deciso di abolire il compenso per chi sedeva sulla poltrona del direttore e per questo con il cambio di amministrazione era stata scelta una persona interna, già stipendiata, Valentina Campana appunto, architetta del Politecnico.
Ma a minare il suo posto era intervenuta la legge Madia, che vietava gli incarichi fiduciari e per questo l'associazione Urban Lab nel 2018 fu costretta a redigere un bando per assegnare il ruolo da direttore dell'Urban Center. Un bando che sembrava tagliato su misura sulla direttrice già in carica, sia per il curriculum richiesto, sia perché si chiedeva di lavorare a tempo pieno e in esclusiva per tre anni senza stipendio. Cosa che poteva permettersi solo chi fosse già dipendente dell'ente. Ma avvenne una cosa strana perché proprio Campana non si candidò. Parteciparono invece un paio di altri pretendenti, che vennero esclusi dalla commissione di gara perché non avevano i requisiti previsti. E il consiglio direttivo decise confermare la direttrice in carica. Ma uno degli esclusi presentò un esposto e la procura accese un faro su quella nomina, acquisendo una serie di documenti nella sede di piazza Palazzo di città.

Foto: kArchitetto Guido Montanari, ex vicesindaco e assessore all'urbanistica