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12/10/2021

L’ex sindaco Giuntoli fa scena muta Gli altri interrogatori in settimana

QN - La Nazione

PISTOIA Il suo interrogatorio era molto atteso, dopo lo choc scaturito dall'arresto e dalla successiva carcerazione. Renzo Giuntoli, 74 anni, ex sindaco di Pescia, città che ha amministrato dal 1993 al 2001, si è però avvalso della facoltà di non rispondere. Assistito dal legale Giovanni Giovannelli, l'uomo è stato ascoltato ieri in videoconferenza dagli inquirenti. Giuntoli, in base agli accertamenti della squadra mobile di Pistoia, sarebbe stato l'intermediario tra i dipendenti pubblici e gli imprenditori coinvolti in questa storia di presunta corruzione. Oltre a essere stato sindaco di Pescia, ha lavorato in Regione come dirigente. Giuntoli è stato presidente del Comitato di gestione della Valdinievole, il consiglio di amministrazione della vecchia Usl 7. Dirigente provinciale del Pci e del Pds, ha combattuto molto per tutelare l'ospedale di Pescia e mantenere la struttura sanitaria. Giovannelli assiste anche altri personaggi coinvolti nella vicenda. Luciano Bianchi, 65 anni, all'epoca dei fatti era capo dell'area opere pubbliche e responsabile della protezione civile. Difeso dall'avvocato pesciatino, anche lui, in videoconferenza dal carcere ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Mentre per altri due dipendenti dell'ufficio opere pubbliche della città dei fiori, coinvolti nell'inchiesta e sottoposti all'obbligo di dimora, l'interrogatorio è previsto per la prossima settimana. Ma come sarebbe funzionato questo presunto sistema di corruzione e tangenti? Secondo gli inquirenti, attraverso le aziende coinvolte, che negli appalti sotto soglia venivano invitate a partecipare alle assegnazioni, mentre negli appalti sopra la soglia le imprese presentavano offerte, ma si accordavano per favorire quella a cui sarebbe toccato l'appalto. Le tangenti, secondo gli accertamenti della squadra mobile, andavano dal 3% al 5% dell'importo. Gli imprenditori rientravano dei costi nel tempo, attraverso l'approvazione successiva di varianti ai progetti che incrementano il valore degli incarichi. In nessun caso, comunque, i lavori eseguiti avrebbero avuto irregolarità o mancanze. Gli illeciti infatti, come risulta dalle indagini, avvenivano solo nell'atto di aggiudicazione degli appalti. Nel Comune di Pescia, intanto, è scoppiato un duro scontro tra la maggioranza e l'opposizione di centrodestra. Gli esponenti di quest'ultima, infatti, hanno presentato un documento di sfiducia nei confronti della giunta. L'amministrazione, pur esprimendo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, non ha mancato di ricordare quanto seriamente abbiano lavorato in questi anni i dipendenti coinvolti nell'inchiesta. La maxi-inchiesta di Pistoia, si ricorda, tocca anche imprenditori e tecnici di Lucca, Empoli, Massa Carrara e Pisa. Daniele Bernardini