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09/03/2021

L’ex assessore Tomei: «Difendo e rivendico il bando di gara»

Il Tirreno

Oggi consigliere comunale di maggioranza risponde al responsabile dei genitori del "capannone": «Non ci sono rendite di posizione» caso crea
viareggio. Ribadisce la correttezza del suo operato sul bando Crea, l'ex assessore (e attuale consigliere comunale) Gabriele Tomei, dopo l'attacco da parte di un genitore di un ragazzo che frequenta un centro Crea e che aveva sostenuto di aver avuto "fiducia" proprio in Tomei. «Se in questi anni qualcuno in Crea ha pensato di poter interpretare il legame di stima e di affetto che mi lega a quell'esperienza come una garanzia mafiosa a tutela degli interessi particolari di quell'impresa, non solo ha preso un abbaglio ma non mi ha mai conosciuto davvero. Di due cose ci si può fidare sicuramente di me: che rispetto le leggi e che non faccio sconti a nessuno. Invito pertanto il signor Landucci a chiarire meglio e pubblicamente il senso del suo riferimento alla "fiducia" prima che lo ritenga offensivo della mia dignità e onorabilità».Tomei rivendica la decisione del bando pubblico per l'affidamento del servizio dopo quattro anni di gestione convenzionata per la Comunità alloggio di via della Gronda. «Il bando non è solamente la strada maestra indicata dal codice degli appalti, ma è anche quella procedura che meglio tutela gli interessi dei beneficiari dal momento che favorisce la più ampia e trasparente competizione tra i possibili fornitori e consente all'ente pubblico di scegliere la proposta al tempo stesso migliore (in qualità) e più efficiente (dal punto di vista del costo). So bene che l'attuale dirigenza Crea non ha mai condiviso questa mia scelta: in più di un'occasione (anche pubblica) mi ha invitato a procedere al rinnovo della convenzione mediante affidamento diretto, invocando principi di esperienza, continuità e radicamento territoriale. Ma gli affidamenti di servizio, anche quelli diretti, non possono essere una delega in bianco a difesa della rendita di posizione e le procedure di evidenza pubblica previste anche nelle tanto sbandierate (ma forse mai veramente approfondite) co-progettazioni non sono dei "bomba liberi tutti" dai vincoli della trasparenza e della pari opportunità tra concorrenti interessati. Non si può pensare che una gara pubblica sia (a seconda dei casi) un giudizio di dio che premia gli eroi o una macchinazione diabolica contro i perdenti: tra le due, è più serio prendere atto che i bandi sono procedure tecniche attraverso le quali si misura amministrativamente la qualità e l'efficienza dei concorrenti. Dopodiché si brinda se si è vinto o ci si guarda allo specchio per migliorare se si è perso. Sull'esito della gara quindi non mi esprimo, dal momento che non ho motivo alcuno di ritenere scorrette le procedure amministrative che sono state espletate. Il nostro ordinamento in ogni caso consente a chi ne abbia legittimo interesse di accedere agli atti per approfondirli ed eventualmente ricorrere in via amministrativa». --© RIPRODUZIONE RISERVATA