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29/05/2020

L’Europa non crede alla filastrocca del premier

Libero - SANDRO IACOMETTI

I CONTE NON TORNANO
Il capo del governo annuncia sul «Corriere» e sul «Fatto» il suo piano economico per la ripartenza: un elenco di propositi vaghissimi che non incantano nessuno
■ Ci sarà rimasto un po' male Giuseppe Conte. Questa volta nessuno ha definito «impressionanti» le sue misure. Neanche Angela Merkel, che da Mario Monti in poi un contentino all'Italia non lo negava mai. Anche in Europa l'accoglienza è stata tiepida, considerato che alla fine, al di là delle chiacchiere, all'Italia non arriveranno che pochi spiccioli per mettere in atto le misure necessarie al rilancio. Fra l'altro non subito, ma dal 2021, quando ci saranno solo macerie da raccogliere. Il premier pensava che una letterina recapitata in contemporanea al Corriere della Sera e al Fatto , il che fornisce spunti interessanti sul posizionamento dell'informazione durante l'emergenza Covid, fosse sufficiente a convincere tutti del grande percorso riformatore su cui si incamminerà l'Italia. Per creare un legame con l'Europa Conte ha anche ribattezzato il suo piano Recovery Plan. Ma il trucco era troppo infantile per poter sortire qualche effetto. Anche perché i punti chiave elencati dal premier sono il classico libro dei sogni, vago e generico, che si snocciola ad un convegno non troppo importante o si inserisce frettolosamente in una bozza di programma elettorale in attesa di definire i dettagli. Ecco l'elenco: incentivi al digitale, strumenti per l'impresa, rilancio degli investimenti pubblici e privati, sburocratizzazione, economia sostenibile, innovazione dell'offerta formativa e della ricerca, tempi della giustizia più brevi e una seria riforma fiscale. Capite perché l'Europa dovrebbe darci i soldi? Perché dobbiamo sburocratizzare, rilanciare gli investimenti e offrire più strumenti alle imprese. Capperi. Ci sarà voluta una task force apposita per buttare giù un tale piano delle riforme. Ma anche volendo prendere sul serio i buoni propositi e facendo finta che le stesse idee non vengano proposte da anni (senza alcun esito) praticamente da tutti i governi, con quale maggioranza pensa di portare avanti i suoi progetti? VERTICE NOTTURNO No, perché solo due giorni fa il governo ha dovuto fare un tesissimo vertice notturno non sugli interventi per salvare l'Italia dal tracollo economico, ma sulle modalità di assunzione di qualche decina di migliaia di precari della scuola. Vogliamo parlare degli assistenti civici? Tutta Italia sta ancora ridendo per l'idea su cui si è dovuto scomodare persino il Viminale per segnalare quanto fosse bizzarra. Poi c'è la questione Autostrade, tema molto più serio che rischia di mandare a gambe all'aria un azienda da 7mila dipendenti. Ieri grande vertice di governo, ennesimo nulla di fatto. A quasi due anni dal crollo del ponte Morandi. Ora sembra slitti anche la nuova Alitalia, dopo tre anni di amministrazione straordinaria. La realtà è che il governo agli ordini di Conte può al massimo chiudere un Paese quando impazza la pandemia. Ma appena prova a mettere un piede fuori dal perimetro dell'emergenza scoppia il pandemonio. Il primo appuntamento in vista ora è quello della semplificazione, e la maggioranza è già spaccata sull'eventualità di modificare il codice degli appalti, poi sarà il turno della giustizia, su cui i magistrati non consentiranno di muovere un passo. Si arriverà all'autunno e si parlerà di riforma fiscale. Ora ne parla anche il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Quando Matteo Salvini propone le sue idee rivoluzionarie, però, gli rispondono che non c'è tempo per un impianto del genere. E allora a che riforma si pensa? A qualche altro sussidio o detrazione? I maligni sostengono che il premier abbia deciso di aprire tutto solo per avere la possibilità di richiudere. Cosa in cui eccelle. Ma quella maledetta curva dei contagi non si rialza. E lui non sa più che fare. Ah già, c'è il Recovery Plan.