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25/07/2018

LETTERE ALLA REDAZIONE

La Stampa

Asti-Cuneo 1): Interrogazione
di Taricco al Ministro

Presentata in Senato a prima firma Mino Taricco una interrogazione sulla necessità che da parte del ministero Infrastrutture e Trasporti vi sia il massimo impegno e la massima celerità nel completamento della Asti- Cuneo.

Dopo il via libera da Bruxelles dello scorso aprile 2018, deve essere sottoscritto l'atto integrativo tra Ministero e Concessionaria, che dovrà poi essere sottoposto all'approvazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica. Le voci da cui si desumerebbe che il Governo non abbia ancora al momento concluso la negoziazione destano preoccupazione perché questa situazione sta di fatto bloccando tutto l'iter e rischia di ritardare ancora il completamento dell'operazione.

Così come il rischio che il Governo possa anche solo prendere in considerazione il declassamento dell'opera a strada a scorrimento veloce avrebbe drammatiche conseguenze.

«Molto lavoro è stato portato avanti in questi anni da noi parlamentari del territorio, in collaborazione con la Regione e l'assessore Balocco - precisa il senatore Taricco - portandoci vicinissimi alla soluzione, per questo un rallentamento in questo momento sarebbe dannosissimo, così come un eventuale declassamento dell'autostrada sarebbe devastante, perché comporterebbe la necessità da parte dello Stato di reperire le risorse necessarie alla sua realizzazione, e manterrebbe il nodo dei termini della concessione, il cui decorso formalmente partirebbe solo dal momento del completamento della stessa autostrada, rinviando di fatto sine die il completamento dell'opera. Le rassicurazioni a mezzo stampa dei giorni scorsi del Ministero ci sono parse un po' di circostanza, con questa interrogazione chiediamo chiarimenti sui tempi di definizione dell'atto integrativo e dell'invio dello stesso al Cipe, che sono fondamentali per il completamento di un'opera così importante per il nostro territorio piemontese, ma soprattutto per la provincia e la città di Cuneo che continua ad essere un capoluogo non connesso da viabilità autostradale con il resto della Pianura Padana».

ufficio stampa
senatore taricco

Asti-Cuneo 2): Irresponsabile
vecchia politica cuneese

Chiedo umilmente scusa a politici, giornalisti e potentati vari cuneesi, se le idee politiche delle persone che hanno sostenuto la sottoscritta oggi trovano ascolto a Roma. Scusate se le nostre idee, sempre espresse con chiarezza inequivocabile, ci hanno portati al governo. Quelle idee guideranno questo governo, come è lecito in una democrazia. Sull'Asti-Cuneo avete rinsaldato il patto del Nazareno con uscite scomposte e false, avete alzato i toni basandovi su voci «presunte» e Cirio ha addirittura lanciato la sua personale campagna elettorale alla regione Piemonte. Farebbe ridere se non fosse un gioco che va contro l'interesse dei cittadini. Sarebbe grave se i sindaci avessero fonti nascoste al ministero e ancor più grave se mentissero a riguardo, e allora vi chiedo: cos'è il buonsenso?

Fingete di cadere dalle nuvole quando le idee del M5S sull'Asti-Cuneo sono note da anni, trasparenti e coincidenti con quelle del Ministro. Ci avete ignorato ma ora siamo al governo e la responsabilità di decidere spetta a noi. E a noi pare evidente che sia solo colpa vostra se negli ultimi 5 anni non è stato completato 1 singolo centimetro di autostrada. E non mi soffermerò sulla stampa locale che ha alimentato questa assurda polemica censurando l'attività della sottoscritta. O sulle censure alle parole del ministro Toninelli in merito al ruolo dei creatori di mezze verità costruite ad arte con virgolettati ben piazzati. Pd e Forza Italia facciano gli interessi dei cuneesi senza alzare polveroni quando questi non fanno che recare danno ai cittadini. Se c'è davvero l'interesse delle istituzioni locali ad incontrare il ministro per instaurare un dialogo costruttivo e senza strumentalizzazioni direi che si è partiti piuttosto male.

fabiana dadone
deputata m5s

La risposta di Gianni Martini, responsabile della redazione cuneese de La Stampa.

Non so che intenda la deputata Fabiana Dadone che parla di «censura della sua attività». A cinque giorni dal documento di protesta dei tre sindaci sul temuto stop all'autostrada (smentita dal ministro) - non è ancora chiara la posizione del Movimento 5Stelle. La Asti-Cuneo (finora costruita interamente con soldi pubblici, ma gestita e con incassi che vanno a un privato) resterà autostrada o vogliono che diventi una strada a scorrimento veloce gratuita? Solo nel tratto albese o per l'intero tracciato? Se sì che tempi di realizzazione prevede il Ministro per il lotto albese? Le risposte chiare piacciono a tutti.

Asti-Cuneo 3) «Dopo 30 anni
lascino lavorare i 5Stelle»

Cuneo-Asti: sconcerta la presa di posizione dei sindaci di Bra e Alba (oltre a quello di Cuneo, che è anche presidente della Provincia). Sembra che dicano: «Non sottraete ai nostri cittadini il piacere di pagare un pedaggio per arrivare all'ospedale di Verduno!». Perché di questo si tratta. I sindaci lamentano che i Cinque Stelle Mauro Campo (consigliere regionale) e Fabiana Dadone (deputato) riferiscano del loro incontro con il ministro Toninelli parlando di «completamento di un'opera viaria di collegamento veloce» anziché di autostrada. Il famoso tratto mancante del disgraziato collegamento Cuneo-Asti è un raccordo tra un'autostrada (proveniente da Marene-Bra) e una superstrada (la tangenziale di Alba). Essendo un raccordo, può essere guardato come prolungamento dell'autostrada o come prolungamento della superstrada. Nella prima ipotesi si tratterebbe di un'opera costosa e inutilmente impattante in un ambiente delicato (terreni di esondazione del Tanaro) e per giunta a pagamento per chi dovesse arrivare all'ospedale di Verduno. Nella seconda l'impatto sarebbe ridimensionato il transito gratuito, i costi costruttivi e i tempi di realizzazione ridotti.

C'è in ballo il più volte richiamato accordo (che nessuno ha mai visto) tra Graziano Delrio (ministro delle Infrastrutture nel governo Gentiloni) e la commissaria europea alla concorrenza.

Cerchiamo di capire in cosa consisterebbe. Il vincitore della gara d'appalto per la costruzione e gestione della Asti-Cuneo, nonché monopolista delle autostrade del Nord-Ovest (la famiglia Gavio), ha fatto i capricci perché si è accorto di essersi impegnato a costruire un'opera che gli avrebbe reso assai meno del previsto. E ha chiesto altre «compensazioni». Delrio si è impietosito e ha accettato di prolungargli per altri 4 anni la concessione per la Torino-Milano (anziché metterla in gara, come prevede il Codice degli Appalti). Prolungamento che ai valori attuali corrisponde a un regalo di 200 milioni l'anno, almeno 800 milioni complessivi.

«I fondi per la Cuneo-Asti trovati da Delrio erano pronti per essere spesi...» sostiene l'on. Chiara Gribaudo. No, onorevole: pronti per essere pagati dagli ignari utenti della Torino-Milano.Questa storia è durata trent'anni durante i quali la classe politica della provincia ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza. Non si metta ora a «spiegare come si fa» agli apprendisti stregoni del M5S.

Senza escludere che questa soluzione finisca per piacere anche a Gavio: potrebbe scoprire che conviene anche a lui costruire la meno costosa superstrada.

Paolo Tomatis
cuneo

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