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15/09/2020

LETTERE AL CORRIERE

Corriere della Sera - pagina a cura di ESTER PALMA

Il disastro del verde / 1
Prati, strage di alberi

In Prati, come in tutta Roma, continua la strage degli alberi: colpa della siccità ma soprattutto dell'incuria del Comune. Inutile e solo un vergognoso dispendio di denaro pubblico il sistema di irrigazione automatica: le piante muoiono lo stesso perché il sistema non viene mai manutenuto e dopo poco non funziona più: inutile fare segnalazioni, il Comune è sordo. Quando un albero muore se è giovane e si riesce a liberare il riquadro in cui era piantato, il suolo viene subito cementificato per evitare che a qualcuno venga in mente di metterci una nuova pianta: se il tronco è grosso, il ceppo rimarrà nei secoli dei secoli a testimoniare la totale ignavia del Comune che non è neppure in grado di estrarlo dal terreno. No, il Comune si deve nuovamente dotare di una scuola per i giardinieri che poi, per tutta la vita lavorativa, si prenderanno cura, con la professionalità acquisita, degli alberi che piantano e che vedranno crescere con amore. L'attuale sistema degli appalti è fallimentare. Le ditte, chiamate saltuariamente, non hanno amore per le piante su cui lavorano, non le hanno piantate, non le hanno viste crescere, non torneranno nei luoghi desertificati dai loro abbattimenti: gli operai sono boscaioli che più piante abbattono più guadagnano. Sarebbe un cambiamento epocale riuscire a trasformare i letamai di Roma nuovamente in giardini lussureggianti e ville rigogliose, ma ci vorrebbe qualcuno che sapesse e volesse farlo.


Isabella Colace


Il disastro del verde / 2
Garbatella, addio parco

Il Parco Giovannipoli fino a inizio estate era un fiore all'occhiello di Garbatella grazie al lavoro dei volontari del Comitato Parco che lo curavano e lo chiudevano la sera. Purtroppo e inspiegabilmente i volontari sono stati costretti a rinunciare all'impegno per le condizioni imposte dal Comune: oneri assicurativi e responsabilità tutte a carico del Comitato. Ora è abbandonato, sporco, non viene chiuso la sera. Tra l'altro sono state danneggiate anche le Mura romane. Lo scarso senso civico dei cittadini non aiuta: nonostante la normativa Covid imponga di non usare i cestini del Parco (che sono stati chiusi) la gente continua a depositarci sopra rifiuti. E' frequentato da bambini e anziani, un'importante risorsa per il quartiere. Perché distruggere una delle poche realtà che funzionavano nel Municipio?


Valentina Schirosi


Reddito di cittadinanza
«Solo beneficenza?»

Chi è rimasto a Roma in estate non ha potuto far a meno di vedere il degrado di certe strade, piene di rifiuti, erbacce e quant'altro. Sembra che non ci sia nessuno che possa pulire le strade, i marciapiedi, gli spargitraffico invasi ormai da folta vegetazione! E il Servizio Giardini continua a dire che non ha personale e non ce la fa. Ma chi ha preso il reddito di cittadinanza non può essere utilizzato per questo tipo di lavori? Che messaggio si è mandato in giro? Che lo Stato ha fatto solo beneficenza a quanti potevano essere impiegati per scopi socialmente utili, o per la manutenzione del verde.


Sergio Torta


Ama
«La bolletta perché?»

Siamo già a settembre e anche a me è arrivata la bolletta dell'Ama e ogni volta che leggo l'importo e penso ai cumuli di spazzatura in tutta Roma e alla raccolta corretta che faccio puntualmente da una vita, mi domando: Perché devo pagare l'Ama quando il servizio è così scadente? Oltretutto non è mai iniziata neanche la raccolta porta a porta. A quando una soluzione drastica?


Cristina Genovese

Le lettere vanno inviate a:

Corriere della Sera

via Campania, 59/C

00187 Roma

Fax: 0668825841

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