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12/11/2020

Lettera aperta ai lavoratori dello spettacolo

QN - Il Giorno

L'intervento
Stefano Bruno Galli* Non per autoassolvermi, ma per chiarezza, elenco gli interventi messi in atto da Regione allo scopo di smorzare la forza d'urto della crisi. Sin dal mese d'aprile abbiamo promosso interventi finalizzati a sostenere il settore dello spettacolo e della promozione educativa culturale per oltre 5 milioni di euro. Dopo l'approvazione del Piano Operativo Annuale della Cultura, abbiamo pubblicato due bandi: "R-esistiamo insieme Lombardia", per immettere liquidità immediata nel settore (sale cinematografiche, sale da spettacolo e musei); "Ri-vivi la Lombardia" a sostegno di eventi e manifestazioni culturali estive.Questo bando aveva - tra i suoi obiettivi - anche quello di promuovere il ritorno alla normalità occupazionale nel settore dello spettacolo. Il problema delle forme contrattuali delle professionalità artistiche e tecniche che operano nell'ambito dello spettacolo dal vivo - e che devono essere tutelate - è davvero rilevante. Si tratta di aporie cui il Legislatore nazionale non ha mai messo mano in via definitiva, di fronte al clamoroso naufragio del Codice dello Spettacolo. Se a ciò aggiungiamo i recenti decreti ministeriali che indirizzano cospicui finanziamenti ai soliti noti, comprendiamo bene le ragioni della sofferenza dello spettacolo dal vivo. Dovreste dunque orientare la protesta in altra direzione, anche perché l'auspicata riforma «radicale» dello spettacolo la può fare solo il Mibact. Come membro della Commissione nazionale Beni e Attività Culturali ho esercitato delle pressioni, condivise dai miei colleghi delle altre Regioni, affinché il Governo assumesse - nel decreto «Salva Italia» - dei provvedimenti specifici per i lavoratori dello spettacolo. Le proposte emendative presentate - di fronte all'indifferenza del Ministro, che ha davvero mal gestito la crisi - hanno fatto sì che nessun lavoratore dello spettacolo venga oggi escluso dal bonus per i lavoratori autonomi, dalla cassa integrazione in deroga, dal Fondo integrativo salariale e dal blocco dei licenziamenti. A maggio, la Giunta regionale ha approvato un incremento del bando per la ristrutturazione e l'adeguamento tecnologico delle sale spettacolo, salito a oltre 4 milioni di euro. Abbiamo anche postato 2 milioni e mezzo sul bando "Archè" per le imprese culturali e creative. In questo secondo lockdown, siamo intervenuti affinché gli spettacoli di OperaLombardia - già programmati e finanziati - andassero in streaming sul portale di Regione Lombardia, così come quelli dei teatri dei capoluoghi di provincia Sondrio, Monza e Lodi. Questa mattina è stato approvato il finanziamento di un milione e mezzo di euro a sostegno alle attività di spettacolo, al cinema e all'arte contemporanea. E a breve sarà approvato anche il bando "Next 2020" a sostegno della produzione e della distribuzione dello spettacolo dal vivo, ripensato alla luce della crisi. In conclusione, sono dispostissimo - come sempre - a confrontarmi con voi, lavoratori dello spettacolo. E tuttavia, non a sedermi a un tavolo di concertazione, che evoca prospettive negoziali inconcludenti. Vi chiedo piuttosto l'elaborazione di un documento unitario, corredato da richieste concrete, precise e puntuali, nella consapevolezza - tuttavia - che le vostre istanze in larga parte riguardano il lavoro più che la cultura, il livello nazionale e comunale più che quello regionale. Anche perché la Regione non gestisce direttamente nessun teatro, salvo l'auditorium Gaber di Palazzo Pirelli e l'auditorium Testori di Palazzo Lombardia. In ogni caso, mi dichiaro disponibile a farmi interprete delle vostre esigenze - come per altro ho fatto sin qui - nelle sedi opportune. Esigenze legittime che - credetemi - comprendo sino in fondo. *Assessore all'Autonomia e Cultura di Regione Lombardia