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14/01/2021

Leonardo, penne e buoni spesa come mazzette per gli appalti

La Repubblica - Sandro De Riccardis Luca De Vito

L'inchiesta
Indagati dieci dipendenti e Google per i versamenti fatti con GooglePay
Milano - Penne Mont Blanc, buoni carburante, coupon da spendere in negozi di elettronica. E poi una sorta di stipendio fisso, con aggiunta di provvigioni tra l'1,5 e il 3,5% sugli appalti aggiudicati. Dieci dipendenti di Leonardo sono indagati con l'accusa di corruzione tra privati: secondo il pm della procura di Milano Gaetano Ruta avrebbero preso denari e regalie per cucire su misura bandi di gara del gruppo controllato dal Mef (che nella vicenda è parte lesa) per forniture legate a realizzazioni di aerei ed elicotteri in favore della Transpart srl. Non solo. Dalle indagini del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, emerge come i soldi per le mazzette fossero frutto di evasione fiscale che Transpart avrebbe fatto transitare attraverso tre off-shore una a Panama, una nel Regno Unito e una in Irlanda. Con un ultimo, cruciale, passaggio dall'estero verso conti italiani tramite un conto irlandese Google Pay: motivo per cui nel registro degli indagati risultano iscritte le società Google Ireland Ltd e Google Payments Ltd, sulla base della legge 231 sulla responsabilità d'impresa. Per i pm, si legge nell'ordinanza con cui la Guardia di Finanza ha chiesto una serie di documenti al gruppo Leonardo, le società consentivano «il trasferimento di somme di denaro provento di frode fiscale ostacolando l'identificazione della provenienza delittuosa (...) senza che fosse possibile risalire alla identificazione del soggetto che ha disposto i bonifici e alla formazione provenienza della relativa provvista». Indagati anche quattro vertici della Transpart accusati a vario titolo di corruzione tra privati, riciclaggio ed evasione fiscale. Da parte sua, Google ha fatto sapere che presterà «massima collaborazione all'indagine».
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