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26/05/2020

L’emergenza è aprire i cantieri non sequestrarci

La Verita'

RISPONDE MARIO GIORDANO
• Caro Giordano, per far ripartire i cantieri non v'è che un modo: fare un falò di buona parte delle leggi emanate dalla seconda Repubblica e tornare ai precedenti testi normativi, forse datati, ma esemplari nella loro chiarezza. Mi riferisco, per esempio, alla legge opere pubbliche del 1865 e al regio decreto 350 del 1895 (regolamento opere pubbliche). Un imprenditore edile vecchio stampo potrà confermare che erano la Bibbia. Tutto questo impianto normativo è andato in crisi a partire dalla metà degli anni Novanta (post Tangentopoli). La legge sui lavori pubblici è stata asfaltata prima dalla legge quadro (1994), poi dal nuovo regolamento Merloni (1999), fino al famigerato Codice degli appalti del 2016 voluto dal governo Renzi: un testo incomprensibile, paranoico, che ha bloccato tutti i cantieri. Torniamo alle leggi del periodo giolittiano finché siamo in tempo. Stefano Masino Asti • Caro Stefano, le confesso che non conosco i Regi decreti del 1865 e del 1895 ma mi fido di lei. E comunque peggio di adesso non potrebbe andare. Soltanto che, per spazzare via queste farraginose norme, ci vorrebbe una procedura d'emergenza. E il governo ci ha appena fatto sapere che per riaprire i cantieri l'emergenza non vale. Vale per tenerci prigionieri in casa. Vale per impedirci di vedere gli amici. Vale per impedirci di andare in vacanza. Ma non per far ripartire l'economia. Li l'emergenza si blocca. E, con essa, i lavori.