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27/02/2020

«Legge speciale per tagliare i tempi delle opere»

Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

l'INTERVISTA Giancarlo Cancelleri . Il viceministro alle Infrastrutture: pareri ambientali in un giorno come a Genova
'' Incontro cittadini che mi dicono: "Perché a Genova si è ricostruito in un anno e da noi in 20? Siamo cittadini di serie B?"
«Quando vado in giro per l'Italia, anche nella mia Sicilia dove le strade lasciano molto a desiderare, le persone mi cominciano a chiedere: "Perché a Genova si è ricostruito il Ponte in un anno soltanto e qui ci vogliono venti anni per rimettere a posto un ponte? Siamo forse cittadini di serie B?"». Giancarlo Cancelleri, viceministro delle Infrastrutture, spiega così la sua proposta di una «legge speciale per realizzare un piano Marshall di infrastrutture prioritarie in deroga alla legislazione ordinaria». Una spiegazione politica che potrebbe sorprendere chi pensa al Movimento cinque stelle come a una forza politica che frena più che accelerare le opere infrastrutturali. «Non c'è da sorprendersi - spiega Cancelleri - anzitutto perché noi stiamo dalla parte dei cittadini ed è chiaro che i cittadini cominciano a vivere come una discriminazione non avere opere essenziali come una strada o avere un ponte chiuso da mesi o ancora avere un treno che su un certo tragitto impieghi cinque ore anziché un'ora e mezza; in secondo luogo, noi siamo quelli che con Danilo Toninelli hanno proposto strutture commissiarali agili per realizzare più velocemente le infrastrutture che servono».

Ricominciamo dall'elenco dei commissari, quindi, per sbloccare i finanziamenti già disponibili?

Non penso sia più quel tempo. Serve invece un intervento shock che sospenda immediatamente il codice appalti e le altre legge ordinarie, con l'eccezione della legge antimafia e delle autorizzazioni ambientali, che però devono essere concessi in tempi rapidissimi. Sospendiamo subito il codice appalti, poi penseremo a modificarlo perché è chiaro che anche le ultime modifiche hanno portato prima a una riduzione dei ribassi di gara al 18%, ma ora siamo già al 25% e cresceranno ancora. Una prospettiva rialzista, la chiamo io, con riferimento ai criteri di aggiudicazione. Torneremo vicini al 40 per cento.

Invece cosa dovremmo fare?

Dovremmo utilizzare un metodo, che chiamano metodo siciliano, per individuare soglie di esclusione flottanti. In questo modo eviteremmo ribassi troppo elevati. Questo settore non riparte se non siamo dalla parte delle imprese. E se non riparte l'edilizia non riparte il settore. Lo sapeva già mio padre: questo Paese l'abbiamo costruito sull'edilizia. Stiamo buttando via un sacco di occasioni importanti.

A cosa si riferisce?

Anzitutto alle risorse disponibili. Le pare che abbiamo 12 miliardi per la ferrovia Palermo-Catania e abbiamo aperto solo un cantiere da 700 milioni? Quando dico piano Marshall mi riferisco a più di 80 miliardi già disponibili: 66 miliardi del contratto di programma Rfi e altri 20 miliardi per l'Anas. Spendiamoli subito. Ma c'è un'altra opportunità che noi rischiamo di perdere.

Quale?

Quella di costruire un Paese davvero unito attraverso le infrastrutture. Non saremo mai un Paese che cresce e corre se alla nostra capacità di guardare ai mercati europei non aggiungiamo lo sfruttamento della nostra posizione del Mar Mediterraneo. Nel Nord Africa ci sono milioni di persone che vogliono mangiare come noi e vestirsi come noi.

Cosa la colpisce dell'esperienza di Genova?

È l'Italia che lavora alla luce del sole, l'Italia per bene, l'Italia veloce. Mi colpisce che senza aggirare le norme sostanziali abbiano approvato la Via e la Vas in un giorno e in un minuto hanno modificato il progetto secondo le indicazioni. E un minuto dopo subito a lavorare. E guardi che stiamo parlando della politica che fa bene, perché il sindaco Bucci e il governatore Toti sono politici.

La sua proposta shock è stata già presentata? È d'accordo con il gruppo dei Cinque stelle?

Ci stiamo già lavorando e ho già trasferito al capo politico del mio gruppo Vito Crimi e agli altri ministri M5s la necessità di portare questa proposta e coinvolgere in questa discussione tutte le forze di maggioranza e anche le forze di opposizione. Perché oggi l'Italia ha bisogno di essere unita su una legge che faccia ripartire davvero i cantieri. Non voglio mettere il cappello su questa proposta, non voglio creare discussioni nei Cinque stelle o nei partiti di maggioranza, è un contributo per farne una proposta di tutti. Vedo che tutte le forze politiche sono d'accordo che questa è la vera emergenza economica del Paese, soprattutto nel momento in cui export e turismo soffriranno molto per il virus. Facciamo tutti insieme quello di cui l'Italia ha bisogno.

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