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10/12/2019

Legge di bilancio, la dna chiede correttivi per le imprese

Corriere di Siena

Nel mirino la cessione del credito e la burocrazia negli appalti: "Abrogate lo sconto in fattura"
SIENA • La Cna in vista dell'approvazione della prossima Legge di Bilancio, insiste su due punti centrali per le imprese, che prevedono l'abolizione di due articoli inaccettabili per il mondo della produzione. Il così detto "articolo 4" e l'altro riguardante le ristrutturazioni ed il credito d'imposta previsto dalle norme in vigore: "L'abrogazione dello sconto in fattura rimane l'unica soluzione ai disastri che provoca ad artigiani e piccole imprese l'introduzione dell'articolo 10 del Decreto Crescita. L'associazione, con coerenza e all'inizio anche da sola, ha sempre contestato, infatti, lo sconto in fattura. Adesso sono in molti a richiederlo e anche le autorità competenti hanno rilevato problemi di concorrenza sleale che creano le norme in essere. Ma tale riconoscimento non basta. Ora chiediamo al Governo e al Parlamento di essere conseguenti e, appunto, di abrogare finalmente lo sconto in fattura". Lo si legge in una nota della Cna. Importante che la commissione Industria del Senato a conclusione di un lungo e articolato giro di audizioni abbia approvato una risoluzione nella quale impegna il Governo a "individuare adeguati meccanismi di supporto, di carattere temporaneo, per le piccole e medie imprese, tra cui eventualmente anche il ripristino transitorio della situazione ex-ante articolo 10 del cosiddetto Decreto Crescita". "Il testo della Risoluzione è un implicito riconoscimento alla correttezza della posizione della Cna. E' importante che Ie forze politiche, tutte, abbiano finalmente preso coscienza delle distorsioni del mercato introdotte dall'articolo 10 delDecreto Crescita. Ma non basta. Ci aspettiamo, pertanto, che il Governo e il Parlamento siano conseguenti e abroghino finalmente lo sconto in fattura", conclude la nota della Cna. Ma l'associazione non si ferma qua, insistendo su un altro punto centrale per le imprese, il così detto 'articolo 4': "La nuova formulazione del testo del Decreto Fiscale, che doveva risolvere l'inaccettabile appesantimento degli oneri burocratici, dà risposta solo alle imprese che partecipano alla realizzazione di lavori di importo complessivo annuo inferiore a 200 mila euro. Cna aveva rivolto un appello a Governo e Parlamento per cancellare l'art. 4 che prevedeva l'obbligo per i committenti di versare le ritenute sui dipendenti nell'ambito degli appalti. Il nuovo testo approvato in Commissione Finanze è addirittura peggiorativo per gli appalti superiori alla soglia di 200 mila euro". E' quanto afferma la Cna in una nota, rilevando che "nella nuova versione non è più previsto l'obbligo per i committenti di versare direttamente le ritenute relative ai dipendenti, ma permane in capo a quest'ultimi il ruolo di controllori sulla correttezza formale dei versamenti eseguiti da appaltatori e sub appaltatori. I committenti devono svolgere la funzione dell'Agenzia delle Entrate e gli appaltatori devono predisporre la contabilità delle ritenute dovute per ogni appalto, contabilizzando le ritenute di ora/lavoro per ogni appalto e procedere al versamento delle stesse per appalto". "E' una procedura molto complessa per le imprese, inoltre il testo introduce elementi di complessità sui requisiti per essere esclusi dalle nuove norme per gli appalti con importo complessivo superiore a 200mila euro. Ad esempio, oltre ad essere in attività da almeno tre anni, l'imprese deve essere in regola con gli adempimenti dichiarativi e deve aver effettuato versamenti fiscali di importo non inferiore al 10% del volume dei ricavi dichiarati nel triennio". L'associazione conclude rinnovando la richiesta: "Cancellare l'art. 4, visto che è chiaro che i fenomeni di omesso versamento delle ritenute sui dipendenti nell'ambito degli appalti possono essere agevolmente contrastati consentendo all'Agenzia delle Entrate di conoscere in tempo reale la stipula di contratti di appalto senza creare nuove bizzarre e costose procedure che ricadono sulle impre-

Foto: L'associazione artigiani spiega la sua presa di posizione "Le norme in essere creano concorrenza sleale. Lo hanno rilevato anche le autorità competenti in materia"


Foto: Cna e la legge di bilancio L'associazione di categoria chiedere correttivi per almeno due articoli