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01/05/2021

Legge anti corruzione di Papa Francesco Vietato possedere beni nei paradisi fiscali

Corriere dell'Umbria

Il provvedimento, emanato per scongiurare ulteriori scandali finanziari, riguarda cardinali, capi dicastero e dirigenti vaticani Chi dichiarerà il falso potrà essere licenziato, previsto anche che non si potranno ricevere regali di valore superiore a 40 euro
CITTÀ DEL VATICANO K Il Papa vara una nuova legge anti-corruzione per i cardinali capi dicastero e dirigenti vaticani. Bergoglio, attraverso una lettera apostolica datata 26 aprile, opera un nuovo giro di vite per arginare gli scandali finanziari e in nome della trasparenza: dirigenti e amministrativi vaticani dovranno risultare incensurati e dichiarare di non avere condanne o indagini per terrorismo, riciclaggio, evasione fiscale; non potranno avere beni nei paradisi fiscali o investire in aziende che operano contro la Dottrina della Chiesa. Novità estesa a tutti i dipendenti: d'ora in poi sarà tassativamente proibito accettare regali del valore superiore a 40 euro. Scrive il Ponteficenel motu proprio: "La fedeltà nelle cose di poco conto è in rapporto, secondo la Scrittura, con la fedeltà in quelle importanti". Il motu proprio segue il giro di vite del 19 maggio 2020, quando il Papa promulgò il nuovo codice degli appalti. Ora una nuova e ulteriore stretta perché - si legge nella letteraapostolica - "la corruzione può manifestarsi in modalità e forme differenti anche in settori diversi da quello degli appalti e per questo le normative e le migliori prassi a livello internazionale prevedono per i soggetti che ricoprono ruoli chiave nel settore pubblico particolari obblighi di trasparenza ai fini della prevenzione e del contrasto, in ogni settore, di conflitti di interessi, di modalità clientelari e della corruzione in genere". Per questo la Santa Sede, che ha aderito alla Convenzione delle Nazioni unite contro la corruzione, "ha deciso di conformarsialle migliori pratiche per prevenire e contrastare" il fenomeno "nelle sue diverse forme". Da qui la decisione del Papa di aggiungere nuovi articoli al Regolamento generale della Curia romana, con un provvedimento che riguarda tutti i soggetti inquadrati nei livelli funzionali C, C1, C2 e C3, e tutti coloro che hanno funzioni di amministrazione attiva giurisdizionali o di controllo e vigilanza. Capi dicastero e dirigenti vaticani d'ora in poi dovranno sottoscrivere al momento dell'assunzione e poi con cadenza biennale - una dichiarazione. La Segreteria per l'economia potrà eseguire controlli sulla veridicità delle affermazioni e la Santa Sede, in caso di dichiarazioni false, potrà licenziare il dipendente e chiedere i danni eventualmente subiti. Fedina penale Per essere assunti bisognerà attestare di essere incensurati Richiesta danni Dipendenti infedeli potranno essere chiamati a risarcire la Santa Sede

Foto: Pugno duro Le nuove disposizoni di Papa Francesco sono contenute in una lettera apostolica datata 26 aprile