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31/05/2019

Lega, tre bombe contro tre decreti: il governo traballa

Il Fatto Quotidiano - PAOLA ZANCA

LA SFIDA Salvini: " Voglio tanti sì "
Sbloccacantieri, Crescita e Calabria: i leghisti prima rassicurano Conte, poi minacciano lui e i 5 Stelle
Acinque giorni dal voto che ha ribaltato i rapporti di forza del governo gialloverde, l ' incontro tra il premier Giuseppe Conte e i suoi vice in lotta non c ' è ancora stato. Conte li convocherà presto, di certo entro lunedì. E con loro proverà a togliersi il dubbio che ormai tribola lui ancor prima che gli altri: ci sono ancora le condizioni per andare avanti? Il problema è che da quando ha baciato il rosario domenica notte, in pratica, Matteo Salvini scorrazza per Roma come se il capo del governo fosse lui. Al punto che ieri, fresco di condanna per falso e peculato, il viceministro Edoardo Rixi con disinvolta naturalezza ha fatto sapere: " Per l ' amore che provo per l ' Italia e per non creare problemi al governo ho già consegnato nelle mani di Matteo Salvini le mie di mi ss io ni " . Neanche un minuto dopo il ministro dell ' Interno le accetta " per tutelare il governo " e lo nomina seduta stante responsabile Infrastrutture e Trasporti della Lega. A Conte non resta che convocare il Consiglio dei ministri alle 15.30 per formalizzare quello che fino ad allora era un esercizio di stile. La partita del leader della Lega è salita di livello. Tre ore prima delle dimissioni di Rixi, è uscito dal portone principale del ministero dell ' Economia, dove insieme al ministro Tria ha buttato giù la lettera di risposta a Bruxelles e discusso " in generale del rilancio economico del Paese " . Negli stessi minuti i capigruppo di Lega e Cinque Stelle sono a colloquio con il presidente del Consiglio: stanno facendo il punto sull ' agenda parlamentare e tutti insieme convengono sul fatto che bisogna fare presto, sul dl Crescita e sullo Sbloccantieri. IL PUNTO È COME. Perché appena usciti da Palazzo Chigi, gli alleati di governo tornano nemici. E i Cinque Stelle si ritrovano presto disarmati: le immediate dimissioni di Rixi, di fatto, svuotano di significato la grancassa del Movimento che sin dalla mattina batteva sul " r isp et to del contratto " e " l ' onestà " , sognando un replay del caso Siri, il sottosegretario indagato su cui la Lega ha tenuto le barricate per quindici giorni buoni e che alla fine Conte ha dimissionato d ' imperio. Invece, ieri, la giornata l ' hanno dovuta affrontare a mani nude. E i colleghi di governo non hanno avuto pietà. Tre bombe, sganciate a distanza ravvicinata. Le illustra Matteo Salvini in persona, le piazzano in Parlamento i suoi uomini (e stavolta pure una donna). In una conferenza stampa convocata in fretta e furia a palazzo Madama, il ministro dell ' Interno fa la lista della spesa. C'è la manovra da scrivere, dice, e così la pace fiscale si allunga, il Tav si fa, la flat tax va nel prossimo Consiglio dei ministri, il Salva-Roma si stralcia, il Codice degli appalti va sospeso per i prossimi due anni: " Mi aspetto tanti sì " . ECCO L E , le tre bombe, buttate lì come se niente fosse e invece già all ' ordine del giorno del Parlamento. La prima è la norma per ridiscutere il debito della Capitale: sostanzialmente svuotata dal passaggio in Cdm del 23 aprile scorso, ora - a lmeno così chiede Salvini - non sopravviverà all ' esame in corso a Montecitorio. La seconda è lo sblocca-cantieri, su cui sta votando il Senato. Ieri è piombato sui lavori l ' emendamento a firma Simona Pergreffi, architetto bergamasco che propone la " sospensione sperimentale " del Codice degli appalti per due anni, introduce nuove soglie per gli affidamenti senza gara e rimuove il tetto ai subappalti. Il presidente dell ' Anac Raffaele Cantone ieri ha preferito non commentare. Non più di due settimane fa, però, quando il limite per i subappalti sembrava " solo " prossimo a salire dal 30 al 50 per cento, aveva avvertito il rischio che saltassero gli argini alle " criticità esistenti: infiltrazioni criminali, violazione delle norme a tutela del lavoro, scarso controllo sull'effettivo esecutore dell'affidamento " . Infine, la terza bomba, sul decreto Calabria. Anche di quello - senza battere apparentemente ciglio - i capigruppo leghisti avevano discusso insieme a Conte e ai Cinque Stelle. Così, ha avuto il sapore di un agguato vederli, ieri sera, appoggiare la richiesta del deputato Pd Francesco Boccia che ha chiesto le dimissioni della relatrice del provvedimento, la grillina Dalila Nesci. Lei aveva incredibilmente proposto un suo collaboratore ai vertici dell ' azienda sanitaria di Vibo Valentia (la sua città). " Stupisce solo - ha chiosato il presidente dei deputati del Carroccio, Riccardo Molinari - che la questione sia sfuggita agli attenti osservatori dei 5Stelle " . © RIPRODUZIONE RISERVATA Rixi consegna le dimissioni nelle mani di Salvini e disinnesca la campagna dei Cinque Stelle Il premier si prepara a convocare i due vice entro lunedì per valutare se si può andare a va n t i