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12/09/2020

L’edilizia riparte, primi segnali di ripresa

QN - La Nazione

Toscana, stime positive dall'indagine Ires Cgil
FIRENZE Dopo mesi da profondo rosso, arrivano i primi segnali di ripresa per il settore delle costruzioni. Durante il lockdown le ore di cassa integrazione si sono attestate nella regione su 17 milioni, il doppio di quelle autorizzate nel 2013, l'anno più buio per il settore edile prima del virus. Le ore lavorate sono crollate di oltre l'80% solo nel mese di aprile, i lavori pubblici del 18% nei primi sei mesi del 2020 e rispetto allo stesso periodo 2019. Ma da giugno è in atto un'inversione di tendenza. E' quanto emerge dallo studio presentato dal presidente di Ires Toscana, Gianfranco Francese, e dalla segretaria generale della Fillea Cgil Toscana Giulia Bartoli. Le ore lavorate in edilizia sono tornate ai valori del 2019, in crescita anche i numeri dei lavori pubblici e privati (+7,6% a luglio, +38,5% ad agosto, contro il -66% registrato ad aprile) e degli impieghi bancari in edilizia, che, crollati di quasi il 68% tra giugno 2011 e aprile 2020, sono invece cresciuti del +2,5% da aprile a maggio. Incoraggianti anche i dati 2015-2019 relativi agli appalti, con un -4% dell'utilizzo del criterio del massimo ribasso, favorito presumibilmente, dice Ires, dal nuovo Codice degli appalti. Primi segnali positivi che potrebbero trasformarsi in una vera e propria ripresa se la Toscana, sottolinea Bartoli, «sfrutterà in pieno l'effetto moltiplicatore dell'edilizia, con un modello di sviluppo diverso, rafforzando i settori quali legno, laterizi, lapideo e cemento, e non lasciandoci sfuggire l'occasione di utilizzare le risorse disponibili nel Def». L'intervento da 192 miliardi, tra interventi per la mobilità e il piano rinascita urbana, avrebbe un effetto economico, a livello nazionale, di 666 miliardi. Per la Toscana si tradurrebbero, fanno presente Ires e Fillea Cgil, in 286mila posti di lavoro di l'anno: per il 31% nelle costruzioni, il 24% nei servizi alle imprese, il 21% nell'industria. «È indispensabile - è l'appello di Bartoli ai candidati alle elezioni regionali - attrarre investimenti e per farlo dobbiamo rivedere le infrastrutture, completare le opere strategiche, far uscire dalla marginalità le aree interne della regione, con servizi materiali e immateriali». mo.pi.