scarica l'app
MENU
Chiudi
23/10/2020

«L’edilizia in crescita ma rischia lo stop per pandemia e burocrazia»

Eco di Bergamo

Costruttori edili In agosto in provincia massa salari e ore lavorate in aumento del 13% sul 2019 La presidente Pesenti: «Troppe lungaggini». L'ipotesi lockdown: «Sarebbe il colpo di grazia»
«Un calo del 13% della produzione delle costruzioni quest'anno, che va a sommarsi al 33% in meno registrato negli ultimi 12 anni». Nel corso della recente assemblea di Roma dell'Associazione costruttori edili Ance, il presidente Gabriele Buia ha fornito un quadro problematico del comparto dell'edilizia. E sono emersi alcuni annosi problemi rimasti irrisolti, dalla semplificazione burocratica al codice appalti, il tutto aggravato dalla attuale situazione della pandemia.

«È da anni che parliamo e sentiamo parlare di semplificazione - dice la presidente di Ance Bergamo Vanessa Pesenti - c'è nelle dichiarazioni e nelle intenzioni, ma poi non si concretizza in una reale riduzione degli adempimenti burocratici». La presidente Pesenti cita, ad esempio, la rigenerazione urbana, regolata da una norma vecchia di 50 anni. «Eppure i modelli di sviluppo urbanistico nel frattempo sono completamente cambiati».

All'assemblea Ance è emerso anche che si impiegano più di 5 anni per aprire un cantiere di un'opera da 5 milioni e circa 3 anni per un'opera da 200 mila euro, dati per Pesenti «impressionanti». Ci vorrebbe, invece, «un piano di manutenzione e sviluppo del territorio e delle infrastrutture, sia ferroviarie che stradali, con finanziamenti certi e un cronoprogramma definito e vincolante». Qualcosa comunque si muove a livello regionale e Ance Bergamo «valuta positivamente i 3,5 miliardi che la Regione Lombardia ha messo nel proprio "piano Lombardia", orientato allo sviluppo del territorio».

I ritardi burocratici, purtroppo, sono stati aggravati dall'emergenza sanitaria: «Ora si aggiunge la preoccupazione per il rischio di un ritorno importante allo smart working nella pubblica amministrazione che, nonostante la competenza e la professionalità dei funzionari pubblici, qualche problema lo ha portato aumentando le tempistiche, anche solo in riferimento alle difficoltà nel contattare gli uffici di riferimento». «Lo smart working - ha detto Buia in assemblea - rischia di trasformarsi in un no-working». Per questo Pesenti chiede di «completare il processo di digitalizzazione» degli uffici pubblici.

Superbonus e infrastrutture

Questi problemi vengono a condizionare, tra l'altro, un andamento positivo del comparto a Bergamo: «La nostra Cassa edile - spiega Vanessa Pesenti - ha rilevato una crescita a due cifre ad agosto di massa salari e ore lavorate che toccano quota 5 milioni e 565 mila euro e 483.355 ore facendo registrare rispettivamente +12,7% e +13,2% rispetto al mese di agosto del 2019. I primi segnali di ripresa si erano già registrati a giugno e luglio con una crescita, sull'analogo periodo dell'anno scorso, di 1,8% e 4,1% della massa salari e di 0,9% e 3,7% delle ore lavorate. E anche i primi dati disponibili relativi al mese di settembre confermano l'andamento positivo». Un recupero che - continua la presidente di Ance Bergamo - «consente di contenere parzialmente le pesanti perdite dei mesi del lockdown: complessivamente si prevede comunque una flessione annuale di circa il 10%». Va ricordato che lo scorso anno la massa salari di Cassa edile è stata di 77 milioni di euro.

In tale contesto si inserisce la misura del Superbonus che «deve essere prorogata», in quanto «strategica per il nostro settore», anche se «da sola non è sufficiente» e «non deve essere alternativa alla rigenerazione urbana» che va sostenuta «con ingenti investimenti pubblici». Ed è «fondamentale una spinta allo sviluppo della rete infrastrutturale della nostra provincia». Qui Pesenti cita il potenziamento del collegamento ferroviario tra Bergamo e Milano integrato con il collegamento con il nostro aeroporto, il collegamento autostradale tra Bergamo e Treviglio, la nuova tratta di trasporto pubblico per la Valle Brembana Teb 2, il rondò dell'A4 di Bergamo, il collegamento con Lecco.

Su tutto ciò incombe però la pandemia. «La preoccupazione è tanta ovviamente», ma l'edilizia sta facendo la sua parte: «Tutte le nostre imprese, rispetto ai mesi terribili della primavera, si sono organizzate per contenere il rischio del contagio - grazie alla disponibilità di dispositivi di protezione individuale e protocolli condivisi - e oggi i luoghi di lavoro sono posti relativamente sicuri». A spaventare la categoria è anche l'ipotesi di un nuovo lockdown: «Darebbe il colpo di grazia. Per questo riteniamo importanti tutti quei provvedimenti che consentano di contenere il virus, senza bloccare i cantieri».