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30/05/2020

L’edilizia era in crescita, poi il disastro

Eco di Bergamo - astrid serughetti

Inversione di marcia Prima dell'emergenza, il settore stava mostrando segnali di ripresa dopo anni difficili Ora il crollo: posti di lavoro persi e prospettive incerte. I sindacati: cantieri attivi, ma incognite da settembre
Il rapporto pubblicato dalla Provincia in merito alle mancate assunzioni di marzo - 3 mila lavoratori in meno in Bergamasca - segnalava fra i settori più colpiti l'edilizia. In questo settore, infatti, si registrava la riduzione dei posti più importante non nei numeri, ma in percentuale (-42,2%). Un dato negativo che può assumere significato solo se paragonato ad altri dati, quelli estremamente positivi forniti dalla Cassa edile di Bergamo fino a febbraio 2020.

L'edilizia orobica infatti era in ripresa e faceva registrare una crescita costante. Il periodo ottobre 2019-febbraio 2020, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, contava un +7,2% nel numero dei lavoratori e un +2,9% nel numero delle imprese, oltre all'aumento delle ore lavorate. «Chiudevamo in crescita ed eravamo stracontenti - commenta Giuseppe Mancin di Feneal-Uil, che continua -: per capire cosa succederà ora dovremo aspettare i dati di fine giugno, anche se dalle prime proiezioni sembra che il lavoro si manterrà su buoni ritmi fino ad agosto, ovvero fino al termine dei cantieri aperti, poi settembre resta la grande incognita».

Luciana Fratus di Fillea-Cgil aggiunge: «Tante nuove assunzioni che non sono state fatte, sono da leggersi come mancati rinnovi di contratti a tempo determinato, mentre a fine giugno capiremo le vere ricadute sul settore, anche se registriamo l'importante dato del calo delle domande di cassa integrazione». Sul futuro, invece, per Fratus «si possono solo fare ipotesi. Prevedevamo un anno di riscossa e si è arrestato tutto, ma leggiamo le iniziative in campo positivamente, sia le risorse date ai comuni, sia il bonus del 110% per l'edilizia privata». Simone Alloni di Filca-Cisl aggiunge: «Le prospettive quest'anno erano molto buone. I dati per la massa salari nel 2019 toccavano punte mensili del +8% ed erano confortati, ora vedremo come andrà. Al momento notiamo che si stanno attivando nuove assunzioni, per lavoratori già del settore piuttosto che per nuovi ingressi, anche se resta il problema dell'anzianità dei lavoratori». Come spiega Alloni, infatti, alcune figure professionali avevano già necessità di un ricambio generazionale a fine 2019: «Il problema in questo caso è che mancano garanzie. Tutto il settore dovrebbe essere stabilizzato per poter lavorare a un ricambio generazionale e serve anche lavorare sulla sua appetibilità per i giovani. Se si vedesse l'edilizia con un occhio di ricrescita, attento alle soluzioni green, renderebbe chi vi fa parte fiero di essere in questo cambiamento di cui il settore può davvero essere leva, ma occorre vederlo con occhi diversi rispetto a quelli di decine di anni fa, sia per il carico di fatica sulla persona, sia per le opportunità che offre». Vanessa Pesenti, presidente di Ance Bergamo, aggiunge: «A inizio anno avevamo commentato i dati favorevoli dell'osservatorio sull'industria delle costruzioni evidenziando un aumento degli investimenti in costruzioni del 2,3% rispetto all'anno precedente e anche i dati locali della nostra Cassa edile relativi al 2019 confermavano la ripresa registrata già nell'anno precedente e che aveva visto un aumento del numero delle imprese iscritte del 5% rispetto al 2018 e di lavoratori attivi pari a + 11,6%. Di certo non potevamo immaginare lo tsunami che è avvenuto dopo». Secondo le ultime rilevazioni Istat, elaborate dal Centro Studi Ance, a marzo l'indice nazionale della produzione nelle costruzioni è diminuito drammaticamente, registrando un calo del 35,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. «La situazione bergamasca viaggia sulla stessa lunghezza d'onda - spiega Pesenti, - con il 70% dei cantieri che ha ripreso a lavorare al momento l'occupazione tiene, per garantirla nei prossimi mesi servono però quelle misure urgenti di rilancio del nostro settore ribadite da sempre, investimenti e eliminazione della burocrazia, a partire dal Codice appalti».