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16/02/2021

Leasing, sui vecchi contratti vale il Cc non la legge Fallimentare del 2017

Guida al Diritto - a cura di Andrea Alberto Moramarco

IL QUADRO DELLE DECISIONI
Per i contratti di leasing risolti prima dell'entrata in vigore della legge n. 124/2017 (cosiddetta "legge sulla concorrenza"), rispetto ai quali sia intervenuto il fallimento dell'utilizzatore soltanto successivamente alla risoluzione contrattuale , resta valida la distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo, dovendosi applicare a quest'ultimo «social-tipo negoziale» la disciplina di cui all'articolo 1526 del codice civile e non quella dettata dall'articolo 72- quater della legge Fallimentare. Ad affermarlo sono le sezioni Unite (sentenza n. 2061) dirimendo il contrasto relativo alla applicabilità dell'articolo 1526 del Cc ai contratti di leasing risolti prima dell'entrata in vigore della legge 124/2017. Sospensione feriale per i procedimenti di opposizione a ordinanza-ingiunzione in materia di lavoro Dalle sezioni Unite arriva anche un'altra importante precisazione (sentenza n. 2145), questa volta in materia processuale: anche dopo l'introduzione dell'articolo 6 del decreto legislativo 150/2011, ai procedimenti di opposizione a ordinanza-ingiunzione concernenti l'applicazione di sanzioni in materia lavoristica si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale , trattandosi di controversie che non rientrano tra quelle indicate dagli articoli 409 e 442 del codice di procedura civile, per le quali è prevista l'esclusione della sospensione feriale. Sempre in tema processuale da notare c'è la pronuncia (ordinanza n. 1471) con la quale i giudici di legittimità hanno chiarito che nei giudizi che hanno a oggetto provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale è necessario che il giudice provveda alla nomina del curatore speciale del minore , il quale, a sua volta, provvederà a munire il minore medesimo di un difensore , a pena di nullità dell'intero procedimento per difetto di contraddittorio. Si segnalano ancora due interessanti decisioni della Suprema corte: la prima (sentenza n. 2721) ha stabilito che in caso di vendita di bene locato , la surrogazione legale , di cui agli articoli 1599 e 1602 del codice civile, opera anche per la fideiussione associata al contratto di locazione , se ne aveva costituito una clausola da esso inscindibile; la seconda (ordinanza n. 2474) ha rimarcato l' assenza di una qualsiasi correlazione , valutata secondo un criterio di ragionevole probabilità scientifica, tra l' encefalopatia e i vaccini esavalente e pneumococco. La riesumazione della salma non accerta il Covid-19 Per il diritto penale in primo piano ci sono due decisioni della Cassazione connesse al Covid-19. Per la prima (sentenza n. 3905), il fatto che il difensore abbia più di 75 anni e che la sua residenza sia in una zona rossa non costituiscono legittimo impedimento a partecipare all'udienza penale. Per la seconda (sentenza n. 3982) non è da considerarsi abnorme il provvedimento con il quale il Gip respinge la richiesta del Pm di riesumazione di 18 salme per verificare se la morte è riconducibile al Covid-19 , trattandosi di un accertamento che difficilmente può dare una risposta sulla possibilità di attribuire la causa della morte al virus e che comporta dei rischi per la salute degli operatori e della collettività. In tema probatorio vi è poi anche la decisione della Corte costituzionale (sentenza n. 14), per la quale non è incostituzionale , e legittimamente rimessa alla sfera di discrezionalità riservata al legislatore, la previsione di cui all'articolo 392, comma 1- bis , del codice di procedura penale, che dispone l' ascolto anticipato del minore testimone di reati sessuali in quanto soggetto fragile da non esporre allo stress del dibattimento. Da notare vi sono poi altre due pronunce di legittimità: l'una (sentenza n. 3459) ha ritenuto configurabile il reato di maltrattamenti , e non il più lieve abuso di mezzi di correzione, per il professore che davanti alla classe qualifichi ripetutamente come "deficiente" un proprio alunno ; l'altra (sentenza n. 4075) ha precisato che l' assenza all'interno del Duvri della previsione dello specifico rischio concretamente realizzatosi non esclude la responsabilità del datore di lavoro , il quale ha comunque l'obbligo di predisporre le dovute cautele, a nulla rilevando il fatto che il datore abbia esposto se stesso a tale rischio. Diritto al silenzio garantito nei procedimenti davanti alla Consob Infine, per il diritto europeo si segnalano due decisioni della Corte di giustizia dell'unione europea relative a casi italiani. La prima, della Grande sezione (causa C-481/19), ha affermato che nell'ambito di un' indagine per abuso di informazioni privilegiate svolta nei suoi confronti dall'autorità competente, una persona può rifiutarsi di fornire a tale autorità risposte che possano far emergere la sua responsabilità per un illecito passibile di sanzioni amministrative oppure la sua responsabilità penale . Con la seconda (cause riunite C-155/19 e C-156/19) i giudici europei hanno dettato i criteri che il giudice nazionale deve verificare per poter affermare che la Figc possa essere assoggettata alle norme in materia di affidamento degli appalti pubblici , ovvero sottoposizione delle decisioni al controllo di un'autorità pubblica quale il Coni ed esercizio di attività di interesse generale non aventi carattere industriale o commerciale. LE SENTENZE IN PILLOLE DECISIONE LEASING Corte di cassazione Sezioni Unite civili Sentenza 28 gennaio 2021 n. 2061 CONTENUTO DIRITTO E PROCEDURA CIVILE La legge 124/2017 (cosiddetta "legge sulla concorrenza") non ha effetti retroattivi e trova, quindi, applicazione per i contratti di leasing finanziario in cui i presupposti della risoluzione per l'inadempimento dell'utilizzatore, previsti dal comma 137 in poi, non si siano ancora verificati al momento della sua entrata in vigore. Pertanto, «per i contratti risolti in precedenza e rispetto ai quali sia intervenuto il fallimento dell'utilizzatore soltanto successivamente alla risoluzione contrattuale, rimane valida la distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo, dovendo per quest'ultimo social-tipo negoziale applicarsi, in via analogica, la disciplina di cui all'articolo 1526 c.c. e non quella dettata dall'articolo 72- quater L. Fall.». A tale conclusione giungono le sezioni Unite dirimendo il contrasto relativo alla applicabilità dell'articolo 1526 del Cc ai contratti di leasing risolti prima dell'entrata in vigore della legge n. 124 del 2017. Inoltre, secondo la Suprema corte, in base alla disciplina dettata dalla norma codicistica «in caso di fallimento dell'utilizzatore, il concedente che aspiri a diventare creditore concorrente ha l'onere di formulare una completa domanda di insinuazione al passivo, ex articolo 93 L. Fall., in seno alla quale, invocando ai fini del risarcimento del danno l'applicazione dell'eventuale clausola penale stipulata in suo favore, dovrà offrire al giudice delegato la possibilità di apprezzare se detta penale sia equa ovvero manifestamente eccessiva, a tal riguardo avendo l'onere di indicare la somma esattamente ricavata dalla diversa allocazione del bene oggetto di leasing, ovvero, in mancanza, di allegare alla sua domanda una stima attendibile del valore di mercato del bene medesimo al momento del deposito della stessa». PER APPROFONDIRE Leasing e inadempimento dell'utilizzatore: sul contrasto intervengono le sezioni Unite della Cassazione Alessio Marchetti Pia Norme e Tributi Plus Diritto 2 febbraio 2021 DECISIONE VACCINI Corte di cassazione Sezione lavoro Ordinanza 3 febbraio 2021 n. 2474 CONTENUTO Non c'è nessun nesso causale tra l'encefalopatia e i vaccini esavalente e pneumococco. A dirlo è la Cassazione ritenendo non provato il nesso di causalità e, quindi, respingendo il ricorso di una coppia di genitori che asseriva l'esistenza di una correlazione tra l'insorgere del ritardo neuro psicomotorio, l'epilessia, l'ipotonia generalizzata e la cecità assoluta della figlia, con la somministrazione dei vaccini. Nella fattispecie, nonostante la Ctu non avesse escluso il linea teorica la possibilità di una correlazione, in assenza di un collegamento, da valutarsi secondo un criterio di ragionevole probabilità scientifica, non può riconoscersi l'indennizzo di cui alla legge n. 210/1992. PER APPROFONDIRE Vaccini, nessun nesso tra encefalopatia ed "esavalente" Francesco Machina Grifeo Norme e Tributi Plus Diritto 3 febbraio 2021 MINORI Corte di cassazione Sezione I civile Ordinanza 25 gennaio 2021 n. 1471 Nei giudizi che hanno ad oggetto provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale, ai sensi degli articoli 330 e seguenti del codice civile, è necessario che il giudice provveda alla nomina del curatore speciale del minore, il quale, a sua volta, provvederà a munire il minore medesimo di un difensore. La violazione di tale regola determina la nullità del procedimento di secondo grado, con rimessione della causa al primo giudice affinché provveda all'integrazione del contraddittorio. Ad affermarlo è la Cassazione fornendo l'interpretazione dei commi 1 e 4 dell'articolo 336 del codice civile, relativo al procedimento da seguire nei cosiddetti giudizi de potestate. Per la Suprema corte il giudizio riguardante la limitazione o decadenza della responsabilità genitoriale è un giudizio particolare, che si esplica in presenza di parti processuali in conflitto tra loro e che incide su diritti di natura personalissima, nel quale il minore assume il ruolo di vera e propria parte, che può essere in contrasto con i genitori o con uno di essi, e come tale avente diritto, al pari di quest'ultimi, a una difesa tecnica. Responsabilità genitoriale, provvedimento nullo se manca la nomina del curatore speciale per il minore Andrea Alberto Moramarco Norme e Tributi Plus Diritto 3 febbraio 2021 RITO DEL LAVORO Corte di cassazione Sezioni unite civili Sentenza 29 gennaio 2021 n. 2145 Anche dopo l'introduzione dell'articolo 6 del Dlgs n. 150/2011, ai procedimenti di opposizione a ordinanza-ingiunzione concernenti l'applicazione di sanzioni in materia lavoristica si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, a norma dell'articolo 3 della legge n. 742/1969. Ciò in quanto si tratta di controversie che non rientrano tra quelle indicate dagli articoli 409 e 442 del codice di procedura civile, per le quali è prevista l'esclusione della sospensione feriale. Pertanto, ai fini della tempestività della impugnazione avverso la sentenza resa in tema di opposizione ad ordinanza-ingiunzione per violazioni inerenti al rapporto di lavoro, deve tenersi conto della sospensione feriale dei termini. Ad affermarlo sono le sezioni Unite confermando di fatto l'orientamento precedente, sempre del Supremo consesso, respingendo la tesi della sezione rimettente che faceva leva sul nuovo regime del processo civile introdotto dal Dlgs n. 150/2011 per escludere l'applicazione della sospensione feriale ai suddetti procedimenti. Sanzioni in materia di lavoro: ai procedimenti di opposizione si applica la sospensione feriale dei termini Andrea Alberto Moramarco Norme e Tributi Plus Diritto 4 febbraio 2021 LOCAZIONE Corte di cassazione Sezione III civile Sentenza 4 febbraio 2020 n. 2721 Colui che acquista un bene immobile locato subentra ex lege all'originario locatore nel rapporto di locazione, così come previsto dagli articoli 1599 e 1602 del codice civile. Inoltre, costui subentra anche nella fideiussione di cui l'originario locatore era beneficiario, «se tale obbligazione, derivando da una contratto di locazione, in quanto ne aveva costituito una clausola da esso inscindibile, non sia venuta meno per specifiche intese tra le parti originarie». In caso contrario, l'operatività della surrogazione legale trova un limite «nell'autonomia del contratto di fideiussione rispetto al contratto di locazione». A dirlo è la Cassazione, che fa il punto sul tema delle sorti della garanzia personale in caso di trasferimento del contratto cui accede, sottolineando l'importanza del collegamento tra contratti e della autonomia della fideiussione. Vendita di bene locato, la surrogazione legale opera anche per la fideiussione associata alla locazione Andrea Alberto Moramarco 5 febbraio 2021 PROVA PENALE Corte di cassazione Sezione IV penale Sentenza 2 febbraio 2021 n. 3982 Non è da considerarsi abnorme il provvedimento con il quale il Gip respinge la richiesta del Pm di riesumazione di 18 salme per verificare se la morte è riconducibile al Covid-19. Difatti, la riesumazione difficilmente può dare una risposta sulla possibilità di attribuire la causa della morte al virus. Inoltre, tale accertamento comporta dei rischi per la salute degli operatori e della collettività e dilata tempi e costi delle indagini alla ricerca di una prova quasi impossibile. Per giunta, anche un ipotetico risultato non sarebbe risolutivo per attribuire la responsabilità dei decessi ai sanitari, che agirono in condizioni di emergenza. La Cassazione respinge così il ricorso della pubblica accusa in merito alla richiesta di riesumare le salme di 18 anziani ospiti di una Rsa, morti tra il febbraio e l'aprile scorso. Prova penale: la riesumazione non accerta il Covid-19 Patrizia Maciocchi Norme e Tributi Plus Diritto 2 febbraio 2021 UDIENZA PENALE Corte di cassazione Sezione IV penale Sentenza 2 febbraio 2021 n. 3905 L'età avanzata del difensore (77 anni) e la sua residenza nella zona rossa non costituiscono valide ragioni per far slittare l'udienza penale, che può essere tenuta seguendo le regole del distanziamento dettate dall'articolo 83 del Dl Cura Italia. Ad affermarlo è la Cassazione respingendo la tesi del legale che individuava quale legittimo impedimento a partecipare all'udienza (primavera 2020) la sua età ed il fatto che la propria Regione fosse stata dichiarata zona rossa. Per la Suprema corte la richiesta di differimento non era quindi su un impedimento assoluto e le disposizioni emergenziali non consentivano di dichiararlo sulla base del colore rosso di massima allerta per l'emergenza sanitaria, né tantomeno per l'età avanzata del difensore. Covid 19, no al rinvio dell'udienza per l'età avanzata del difensore residente in zona rossa Paola Rossi Norme e Tributi Plus Diritto 2 febbraio 2021 SCUOLA Corte di cassazione Sezione VI penale Sentenza 27 gennaio 2021 n. 3459 È configurabile il reato di maltrattamenti, e non il più lieve abuso di mezzi di correzione, per il professore che davanti alla classe qualifichi ripetutamente come "deficiente" un proprio alunno. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, respingendo il ricorso di un insegnante sessantenne di una scuola media siciliana contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato anche il risarcimento del danno per i genitori costituitisi parti civili. Più in particolare, si trattava di un alunno all'epoca dei fatti dodicenne, con problemi psicologici, il quale veniva sistematicamente apostrofato dal docente, dinanzi ai compagni di classe, con epiteti dall'indiscutibile valenza ingiuriosa. "Maltrattamenti" per il Prof che abitualmente chiama "deficiente" l'alunno Francesco Machina Grifeo Norme e Tributi Plus Diritto 3 febbraio 2021 SICUREZZA SUL LAVORO Corte di cassazione Sezione IV penale Sentenza 3 febbraio 2021 n. 4075 L'esistenza del Duvri e l'assenza al suo interno della previsione dello specifico rischio invece realizzatosi non esclude la responsabilità del datore di lavoro che, di fatto potendo prevedere la possibilità di un rischio legato a uno specifico lavoro, non predisponga le dovute cautele. A nulla vale la circostanza che il datore stesso abbia esposto anche se stesso a tale rischio. A dirlo è la Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso contro la doppia condanna in sede di merito del responsabile dell'impresa per l'incidente verificatosi durante un intervento di riparazione di un ascensore poi precipitato per l'assenza di uno specifico sistema di ancoraggio, suggerito dalla disciplina tecnica specifica in materia di sistemi di sollevamento. Datore responsabile se non previene infortuni non contemplati nel Dvr Paola Rossi Norme e Tributi Plus Diritto manca la data 2021 PROVA PENALE Corte costituzionale Sentenza 5 febbraio 2021 n. 14 È legittima la previsione di cui all'articolo 392, comma 1- bis, del codice di procedura penale, che dispone l'ascolto anticipato del minore testimone di reati sessuali in quanto soggetto fragile da non esporre allo stress del dibattimento. A dirlo è la Corte costituzionale dichiarando non fondata la questione sollevata in relazione agli articoli 3 e 111 della Costituzione. Si tratta, infatti, di una scelta che non trascende la sfera di discrezionalità riservata al legislatore nella conformazione degli istituti processuali, da attribuirsi ad «esigenze di salvaguardia della personalità del minore, che nella norma censurata si traducono in una presunzione di indifferibilità o di non ripetibilità del relativo contributo testimoniale. Reati sessuali, legittima l'anticipazione della testimonianza del minore Francesco Machina Grifeo Norme e Tributi Plus Diritto 5 febbraio 2021 SANZIONI CONSOB Corte di giustizia dell'Unione europea Grande sezione Sentenza 2 febbraio 2021 Causa C-481/19 Nell'ambito di un procedimento davanti alla Consob contro l'abuso di informazioni privilegiate, si applicano le tutele del processo penale - in particolare il «diritto a non rispondere» - se dalle proprie dichiarazioni possono derivare tanto l'applicazione di sanzioni amministrative di carattere "punitivo" quanto profili di responsabilità penale. Così ha statuito la Corte di giustizia dell'Unione europea, applicando di fatto i principi affermati dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. Per i giudici europei, in sostanza, nell'ambito di un'indagine svolta nei suoi confronti dall'autorità competente, una persona può rifiutarsi di fornire a tale autorità risposte che possano far emergere la sua responsabilità per un illecito passibile di sanzioni amministrative aventi carattere penale oppure la sua responsabilità penale. Cgue, diritto al silenzio davanti alla Consob se si rischiano conseguenze di tenore penale Paola Rossi Norme e Tributi Plus Diritto 2 febbraio 2021 APPALTI PUBBLICI Corte di giustizia dell'Unione europea Sezione IV - Sentenza 3 febbraio 2021 Cause riunite C-155/19 e C-156/19 Agli appalti, affidati dalla Federazione italiana giuoco calcio, possono applicarsi le norme sugli appalti pubblici - tra cui la gara pubblica - se sussistono «certe condizioni» che i giudici nazionali devono accertare. Tra tali condizioni va verificata quella della sottoposizione delle decisioni della Figc al controllo di un'autorità pubblica quale il Comitato olimpico nazionale italiano. Altra condizione presupposta e fondamentale è quella che l'ente in questione eserciti di fatto attività di interesse generale non aventi carattere industriale o commerciale. Ad affermarlo è la Corte di giustizia dell'unione europea, stabilendo i criteri che il giudice nazionale deve verificare per poter affermare che «una federazione sportiva nazionale, come la Federazione Italiana Giuoco Calcio, può essere assoggettata alle norme in materia di affidamento degli appalti pubblici». La Cgue detta le condizioni per sottoporre la Figc alle norme sugli appalti pubblici Norme e Tributi Plus Diritto 3 febbraio 2021

Foto: In caso di vendita di bene affittato la surrogazione legale opera anche per la fideiussione associata al contratto di locazione