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23/06/2020

Le Termopili del rilancio

Il Giornale di Vicenza

Perché la Cina affondò e l'Europa prese il sopravvento nel 1500? L'ascesa dell'Occidente è una delle questioni nevralgiche della storia moderna. La competizione è stata il propellente istituzionale che nei secoli ha modificato i rapporti di forza grazie alla crescita. Ciò che farà dire a Weber, con una tesi di successo, che l'etica protestante agì in maniera propulsiva per forgiare lo spirito del capitalismo. Nel secondo dopoguerra il piano Marshall ebbe il merito di riavviare il principio di accumulazione che il devastante conflitto con epilogo atomico aveva spezzato. Oggi c'è bisogno dello stesso vigore. È salutare la grande iniezione di denaro che la Ue immetterà nell'economia reale del Vecchio continente tra prestiti e dotazioni a fondo perduto, previa la presentazione di piani d'investimento nazionali credibili. La prova della tenuta del governo Conte sarà questa. Non già se prendere o meno, ad esempio, i soldi del Mes. Il rischio del declino per l'Italia c'è, un timore che può essere scongiurato da scelte efficaci. Tutti i principali attori istituzionali e non se ne rendono conto. C'è bisogno di misure decise. Come ad esempio l'abolizione del codice degli appalti e l'introduzione di quello europeo in vigore negli Stati dell'Unione. In una fase economica critica non riusciamo a spendere 220 miliardi stanziati per le infrastrutture. È possibile una vergogna economica del genere? Bastano per trainare la ripresa. Perché l'Italia non vuole attirare capitali viste le capacità dimostrate dai suoi "animal spirits"? Bisogna uscire dall'eccesso di burocratismo. Che ci sia una logica furbeggiante in una parte della società italiana é risaputo, ma la stragrande maggioranza degli operatori economici, piccoli e grandi, è sana ed è ad essi che bisogna rispondere con la logica del merito e dell'efficienza. Chi poi sbaglia con dolo va perseguito e punito con gli strumenti della giurisdizione. Come avviene in tutti i Paesi democratici. Se del caso non consentendo loro di sbagliare con pervicacia una seconda volta. Sempre come avviene in Europa. Ma dopo, non prima bloccando il flusso del capitale. Ecco perché per la ripartenza non serve un libro dei sogni. Bisogna ricominciare dall'Europa. Dalla Commissione europea e dai poderosi interventi della Bce che, data la nostra esposizione del debito sovrano, è bene sottolinearlo, ci hanno evitato la crisi finanziaria col lockdown. L'andamento dello spread di questi giorni è sintomatico. Ma adesso il presidente Conte é alla prova più importante dei suoi due anni di premiership.>SEGUE A PAG 39