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06/07/2021

Le Terme diventano un caso politico se ne parla in consiglio

Il Tirreno - Emanuela Ambrogi

Opposizione scatenata contro l'amministrazione Michelini: «Il bando per la concessione doveva essere pronto nel 2018» bagni di lucca
Emanuela Ambrogibagni di lucca. Sarà discussa in consiglio comunale il 14 luglio la situazione delle Terme, che infuoca il dibattito a Bagni di Lucca. Le opposizioni attaccano l'amministrazione comunale per non aver saputo evitare la chiusura e tutelare i posti di lavoro dei nove dipendenti, ma senza saper proporre alternative diverse dall'impercorribile gestione diretta da parte del Comune o ulteriore proroga al gestore uscente. Accuse alla giunta arrivano anche dai dipendenti e dalla Cisl, mobilitati contro la chiusura e i licenziamenti. Dopo giorni di controproducente silenzio l'amministrazione comunale decide di contrattaccare. Innanzitutto ricorda che nel bando per la concessione definitiva, andato deserto, aveva posto la clausola della riassunzione obbligatoria di tutti i dipendenti, requisito che resta presente anche nella trattativa privata che si starebbe per aprire ora con due imprenditori interessati alla gestione. In ogni caso l'amministrazione ricorda che «le lavoratrici sono dipendenti della Società Bagni di Lucca Terme Jean Varraud & Hotel che è unico gestore di Albergo e Terme con amministratore Vittorio Lapolla. Abbiamo sentito dire che con la chiusura delle Terme avrebbe chiuso anche l'albergo adiacente di proprietà del gestore quando, in realtà, è aperto dal primo giugno». Nel merito della concessione, l'amministrazione mira a fare chiarezza: «Forse non è stato ben compreso che il 30 giugno 2021 è scaduta, definitivamente, la concessione termale che era stata stipulata nel 1998 e che aveva scadenza 31 dicembre 2018. A seguito di varie proroghe concesse per consentire una più ampia diffusione della manifestazione di interesse e dei successivi bandi siamo giunti al 30 giugno 2021, data in cui si va a chiudere una concessione durata 22 anni e mezzo. Teniamo ben conto che la concessione era stata stipulata con l'allora "Villaggio globale" per passare alla gestione Mazzei e per finire all'attuale gestione Lapolla». Ma per il centrodestra Claudio Gemignani, capogruppo della lista di opposizione "Un Futuro per Bagni di Lucca", e i vertici locali e regionali di Fratelli d'Italia esprimono un giudizio senza appello sulla chiusura delle Terme. Per Gemignani in particolare è intollerabile che l'amministrazione comunale non abbia mosso un dito per la situazione dei nove dipendenti rimasti senza lavoro. Gemignani e tutto il centrodestra hanno difeso la gestione di Vittorio Lapolla, invitando la giunta a trattare ancora con lui. Ma l'amministrazione ha ritenuto impossibile procedere con una ulteriore proroga e ha lasciato intendere più volte di non essere affatto soddisfatta di come il gestore ha portato avanti l'attività e delle condizioni in cui lascia lo stabilimento termale. Nemmeno l'opposizione, oltre a sostenere Lapolla e a indicare il ricorsa a una gestione diretta del Comune, che per il sindaco è improponibile, ha saputo indicare reali alternative, al di là delle critiche. Elemento, affatto secondario, che emerge anche nella presa di posizione dell'altro gruppo consiliare di opposizione, "Progetto Rinascimento", guidato dall'ex sindaco Massimo Betti, per il quale la giunta guidata da Paolo Michelini è la peggiore dal Dopoguerra in poi. Per Betti il bando per la concessione doveva «già essere fatto e affidato a giugno 2018, almeno sei mesi prima della scadenza del precedente affidamento. Per permettere al gestore attuale, o nuovi partecipanti, di creare un progetto di investimento e promozione di almeno venti anni. Nessuno ha avuto il coraggio e la capacità di farlo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA