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26/08/2021

Le spese milionarie di Fico per tirare a lucido Montecitorio

La Verita' - CARMINE GAZZANNI

SU «PANORAMA» IN EDICOLA
• Raffica di bandi, in piena estate, per rifare il look alla Camera dei deputati: oltre 29 milioni di euro per rinnovare i servizi di manutenzione e tirare a lucido arredi in legno e vetrate delle storiche dimore di Montecitorio. Gare a sei zeri anche per i servizi di facchinaggio, giardinaggio, disinfestazioni e derattizzazione. Sul numero di Panorama in edicola tutti i dettagli. a pagina 18 La politica, si sa, è un mondo a parte. E così, in piena estate, con una pandemia che ancora galoppa, la Camera dei deputati ha impegnato oltre 29 milioni di euro per rifarsi il look e anche il guardaroba. Sul numero di Panorama in edicola tutti i dettagli delle spese. • Ci sarà anche la crisi economica post-pandemia; ci saranno anche imprenditori e commercianti costretti a stringere la cinghia pur di non chiudere; ci saranno anche operai licenziati dalle grandi aziende; ma ci sono pur sempre spese di cui non si può fare a meno. Pure quando riguardano giardinaggio, parcheggi, tappezzerie e vetri. Queste sembrano essere le urgenze di Montecitorio, almeno a leggere i bandi di gara pubblicati nelle ultime settimane dal palazzo presieduto da Roberto Fico. Ma andiamo con ordine. Il 16 luglio la Camera dei deputati pubblica un bando relativo a generici «servizi di pulizia e servizi connessi, a ridotto impatto ambientale». È solo leggendo il documento di gara che si capisce di cosa si tratta. Si va dalla «gestione delle aree di parcheggio» al «guardaroba», dalla «disinfestazione e derattizzazione» fino alla «manutenzione dell'arredo verde». Servizi disparati come la fornitura di «apparecchiature dispensatrici di materiale per le toilette, di apparecchi sanitari igienizzanti, di contenitori per assorbenti igienici», così come della «custodia e movimentazione di veicoli, bicielette e dispositivi per la micromobilità». Senza dimenticare l'importantissimo servizio di giardinaggio («da interno, esterno e impianti di irrigazione»). Il valore stimato dell'appalto è «monstre»: 18,4 milioni di euro per i prossimi tre anni. Oltre 6 milioni ogni 12 mesi. Il problema, però, è che non si tratta dell'unica spesa che la Camera è in procinto di fare. Lo stesso giorno Montecitorio pubblica un altro bando di gara, questa volta riguardante il «servizio di facchinaggio». Sarà sicuramente fondamentale spostare fascicoli, faldoni, scartoffie e mobili sia a Montecitorio che a Castelnuovo di Porto dove ha sede l'archivio parlamentare. Peccato che l'operazione abbia un costo stimato di altri 7,9 milioni. Finita qui? No. Pochi giorni dopo (il 28 luglio) Montecitorio decide di indire una nuova gara. Oggetto: «Appalto per il servizio di manutenzione degli arredi in legno e tappezzeria e per la fornitura di opere di tappezzeria, di falegnameria e vetrarie nelle sedi della Camera dei deputati». In altre parole, un bando che ha per oggetto, tra le altre cose, la «realizzazione di strutture provvisorie rivestite con tessuto, moquette e simili», il «servizio di lavaggio di parati, tendaggi, nonché di pulizia e lavaggio di guide e tappeti», senza dimenticare la manutenzione per gli arredi d'epoca e per le tante opere in vetro. Altro lavoro enorme e a quanto pare improcrastinabile - il cui importo stimato è pari a 2,9 milioni di euro (sempre per i prossimi tre anni). Insomma, a conti fatti Montecitorio vuole rimettersi a nuovo e prevede di spen dere 29,2 milioni di euro. In un periodo in cui - verrebbe da pensare - i soldi potrebbero servire ad altro, visto il periodo non proprio felice. La Camera tuttavia si difende. Fonti della presidenza di Montecitorio, interpellate da Panorama, fanno sapere che «i bandi riguardano servizi per il funzionamento della Camera dei deputati, e oltre tutto prevedono basi di partenza inferiori rispetto al passato che permetteranno dunque sia di garantire quei servizi sia di risparmiare». La responsabilità delle spese, più che di Fico, è però dei deputati questori (il forzista Gregorio Fontana, il meloniano Edmondo Cirielli e il pentastellato Francesco D'Uva). Non a caso D'Uva aggiunge: «Ognuno di noi, nel bilancio di casa, impegna risorse da spendere per manutenere la propria abitazione. Avviene anche alla Camera dei deputati dove, per la grandezza degli spazi e le funzioni esercitate, gli investimenti hanno una mole maggiore. Innanzitutto perché ci sono arredi storici che vanno conservati e preservati, a maggior ragione perché rappresentano un patrimonio artistico culturale fruibile dalla collettività». E poi c'è la pandemia, con la quale «abbiamo dovuto sostenere nuove spese collegate sia alla sanificazione degli spazi sia alla riorganizzazione dei lavori. Forse, più delle spese inevitabili, dovremmo parlare di quanto abbiamo restituito ogni anno al bilancio dello Stato. Per quest'anno la restituzione è pari a 35 milioni di euro». Al di là delle parole, però, restano i bandi e la mole degli acquisti in un periodo tanto delicato per tutti gli italiani. Unieo vantaggio è che con una Camera dei Deputati così linda e pinta sarà un piacere fare foto da pubblicare sui social. A proposito, nel giugno scorso è stato indetto un nuovo bando: «Appalto del servizio di gestione dei social media della Camera dei deputati». Costo stimato: 330.000 euro.

Foto: NORMALIZZATO Roberto Fico


Foto: POCO FRUGALE II presidente della Camera, Roberto Fico (Ansa) In alto, la copertina di Panorama