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02/07/2021

Le sigle sindacali hanno dichiarato un’adesione allo sciopero nella provincia di Brescia vicina al

Brescia Oggi

Le sigle sindacali hanno dichiarato un'adesione allo sciopero nella provincia di Brescia vicina al 90%: «Anche nelle grandi aziende come Enel e A2A l'adesione alla protesta è stata altissima, lo confermano i nostri delegati» spiega Patrizia Moneghini, segretaria di Filctem Cgil Brescia. Ieri mattina davanti al Broletto si è tenuta una mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore elettrico, gas-acqua e del comparto igiene ambientale, in concomitanza con lo sciopero nazionale indetto da tutte le sigle sindacali, per contrastare «l'applicazione dell'articolo 177 del Codice degli appalti che obbliga le aziende concessionarie a esternalizzare entro la fine dell'anno l'ottanta per cento di tutte le attività oggetto di concessione - spiegano i sindacati - anche nei casi in cui le attività vengano svolte direttamente dal proprio personale, destrutturando così un servizio essenziale e fondamentale per l'intero Paese, oltre a mettere a forte rischio decine di migliaia di posti di lavoro». Quello di ieri è il secondo sciopero su scala nazionale che le sigle Filctem e Fp Cgil, Femca e Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno organizzato per sollecitare il Governo a non prorogare questa norma «assurda e che non esiste in nessun altro Paese europeo», ha commentato Vincenzo Moriello, segretario Fp Cgil Brescia. «Sono a rischio decine di migliaia di posti di lavoro, sono stimati 160mila dipendenti di questo comparto in tutta Italia - interviene Sabrina Masotto di Femca Cisl - la loro professionalità è a rischio e a oggi la norma non prevede che i lavoratori in esubero debbano essere riassorbiti dall'azienda che vince la gara ad evidenza pubblica. Questi lavoratori, con la loro competenza, hanno garantito che tutti gli impianti funzionassero negli ospedali, rsa e anche case private durante i mesi più difficili della pandemia, queste non sono conoscenze che si possono acquisire in un mese». Un altro tema a preoccupare i sindacati è quello della sicurezza dei lavoratori e della clientela: «Sappiamo per esperienza che, quando si esternalizza un servizio, si abbassano le tutele di chi vi lavora e il controllo dell'azienda appaltante viene meno, a scapito di tutti» ribadisce Giancarlo Pagani della Uiltec Uil. La richiesta di revisione dell'articolo 177 del Codice degli appalti è appoggiata anche dalle associazioni datoriali e dalla politica locale: martedì i capigruppo della maggioranza in Loggia hanno firmato un documento in cui si dicono «preoccupati che la norma così come redatta comporterebbe impatti significativi dal punto di vista occupazionale». I segretari delle sigle sindacali sempre ieri mattinata sono stati ricevuti in Prefettura «dove è stato dato ascolto e sostegno alla nostra protesta» fanno sapere. Il timore di tutti i partecipanti è che, se la norma verrà prorogata e non modificata in tempo, «il processo di esternalizzazione comporterà una destrutturazione dei servizi essenziali mettendo a rischio la certezza e la qualità del servizio di erogazione di elettricità, gas e acqua»..© RIPRODUZIONE RISERVATA