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12/05/2021

Le relazioni cinesi di Conte e Galli e il super appalto per i test rapidi

La Verita' - ALESSANDRO DA ROLD

• Continuano a volteggiare ombre cinesi sulla gestione dell'emergenza sanitaria dell'ultimo governo di Giuseppe Conte. Ora è il turno dei test di rilevazione rapidi della Technogenetics, azienda italiana che dal 2015 è passata nelle mani di Khb, quotata alla borsa di Shenzen, tra i più importanti produttori di kit di diagnostica in vitro proprio in Cina. Il commissario Domenico Arcuri è già stato indagato per peculato dalla Procura di Roma per la fornitura di mascherine cinesi senza certificazione. La scorsa settimana c'è stato un altro sequestro di quello che è rimasto della gigantesca commessa da 1,2 miliardi di euro dell'aprile del 2020 che fu vinta dai gruppi Luokai e Wenzhou. Di mezzo c'era anche il giornalista Mario Benotti, quando la struttura commissariale era in mano proprio ad Arcuri. Ma non ci sono solamente mascherine. A finire sotto i riflettori sono stati anche i ventilatori cinesi sospesi il mese scorso negli ospedali del Lazio perché privi dei necessari standard di sicurezza. Nel frattempo il centrodestra nei giorni scorsi ha proposto una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia da parte del ministero della Salute di Roberto Speranza. È probabile che si chiederà chiarezza anche sui rapporti tra Conte e la Technogenetics, azienda nata in Campania ma che dal 2013 ha una sede a Lodi. La storia che lega l'azienda di biotecnologie al vecchio governo Pd e 5 Stelle va raccontata. Prima del marzo del 2020 Technogenetics non era nota al grande pubblico. Eppure nell'ottobre 2019 a fare visita agli stabilimenti di Morra De Santis, in provincia di Avellino, arrivò proprio Conte, accompagnato anche dal governatore Vincenzo De Luca. L'incontro è ancora visibile su Facebook con foto di rito che ritraggono l'allora premier insieme con l'amministratore delegato Salvatore Cincotti. Siamo a fine 2019, di pandemia sanitaria si sente poco parlare. A gennaio scoppia il panico internazionale dopo che la Cina ha deciso il lockdown di Wuhan, epicentro dell'epidemia. A fine febbraio c'è il caso del residente a Codogno, in provincia di Lodi. Il 20 marzo Technogenetics lancia sul mercato il rapid test Covid-19: l'azienda giusta, al momento giusto, nel posto giusto. Non finisce qui. A tenere i rapporti con l'azienda cino-italiana è anche Massimo Galli, responsabile dipartimento di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano. Il 29 settembre 2020, il medico tifoso del coprifuoco presenta uno studio epidemiologico che riguarderà l'intera popolazione nel comune di Sordio, in provincia di Lodi. I kit diagnostici saranno forniti, chiaramente, da Technogenetics, partner e sponsor dell'iniziativa. Caso vuole che proprio quel giorno sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri compaia la «richiesta pubblica di offerta in procedura semplificata di massima urgenza per la fornitura di 5 milioni di test rapidi perla rilevazione qualitativa di antigeni specifici da Sars-Cov2». Chi la spunta? Technogenetics. Dato il decreto si dispone «di aggiudicare, pertanto, mediante stipula di Lettera di commessa, nei confronti dell'offerente Technogenetics srl l'acquisto di 5 milioni di test antigenici rapidi Biocredit Covid-19 Ag, al prezzo unitario ribassato di 3,50 euro, con le migliori, maggiormente celeri tempistiche di consegna». L'azienda quindi incassa una commessa da 15 milioni di euro, anche grazie alla procedura di massima urgenza e semplificata da parte della struttura commissariale diretta da Arcuri. Ma non finisce qui perché il 23 ottobre è sempre Galli a promuovere uno studio epidemiologico simile a quello di Sordio questa volta a San Pellegrino terme in provincia di Bergamo. I test vengono donati da Technogenetics. Ma chi presentò a Conte questa azienda proprio nei mesi in cui rapporti con la Cina erano strettissimi (anche Beppe Grillo fece visita in ambasciata nel novembre 2019)? Spiega il deputato della Lega, Antonio Zennaro. «Ecco perché è fondamentale l'istituzione della commissione d'inchiesta sul Covid proprio per fare chiarezza su questo tipo di situazioni e la gestione della prima parte della pandemia da parte del governo Conte». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: IN VISITA Giuseppe Conte