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31/05/2019

Le proposte di Salvini che irritano i grillini

La Stampa - MARCELLO SORGI

IL TACCUINO
Mentre i 5 stelle erano impegnati nel rito della votazione sulla piattaforma Rousseau per confermare la fiducia a Di Maio (risultato: ottanta per cento di «sì»), Salvini ha messo una pezza alle due questioni più urgenti sulla strada del governo, segno che per il momento vuole evitare nuovi contraccolpi e smentire i timori degli alleati che lo sospettano di puntare a medio termine a una crisi. Ha fatto dimettere il viceministro Rixi, condannato in primo grado a tre anni e cinque mesi al processo sull'uso dei rimborsi spese relativi alla sua esperienza in Regione Liguria, ricevendo per questo il plauso dei grillini. E s'è presentato dal ministro Tria, che entro oggi dovrebbe rispondere alla lettera con cui la Commissione Ue ha chiesto all'Italia di rimettere a posto i conti, accompagnato da Giorgetti, Garavaglia e Bagnai, vale a dire l'intero staff economico della Lega, per suggerire alcune soluzioni che consentano di evitare una nuova manovra economica. Qui però, al di là dell'efficacia, tutta da verificare, dei rimedi proposti, l'atteggiamento conciliante del vincitore delle elezioni europee ha mostrato la corda, perché le proposte fatte a Tria sembrano fatte apposta per sollevare reazioni negative dei 5 stelle. Salvini infatti vorrebbe prorogare oltre luglio la scadenza del condono fiscale mai digerito fino in fondo da Di Maio (che anzi ha spesso sostenuto di averlo ridimensionato rispetto alle aspirazioni leghiste); sospendere per due anni il codice degli appalti, che il Movimento valuta come un argine irrinunciabile ai rischi di corruzione nei pubblici appalti, mentre il Carroccio considera un ostacolo allo sblocco dei cantieri; far ripartire la Tav, raggiungendo con la Francia e con l'Europa un accordo economicamente più vantaggioso, in modo da cambiare il risultato negativo dell'analisi costi-benefici cara ai 5 stelle. A parte quest'ultimo punto, sul quale sembra che Di Maio, incoraggiato da Casaleggio, si appresterebbe a cambiare idea, malgrado la mobilitazione della base grillina contraria alla ferrovia veloce Torino-Lione, gli altri due sono davvero ostici per il M5S, che deve ancora riprendersi dalla botta subita io 26 maggio, ma ieri sera ha rimesso in pista il capo politico e archiviato le polemiche del dopo-voto. - c