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29/09/2020

Le proposte della CISE: fiscalità di vantaggio per il Sud e “white list” per il codice degli appalti

Il Sole 24 Ore - Supplemento

Campania
La fiscalità di vantaggio destinata, nelle intenzioni del Governo, alle regioni del Sud, e che dovrebbe entrare in vigore ad ottobre, non può rappresentare un contentino per quelle popolazioni che hanno saputo gestire, meglio di altre, la fase acuta dell'emergenza Covid. Tre mesi di fiscalità agevolata alle aziende che vogliono investire in strutture e occupazione nel Mezzogiorno, devono trasformarsi in misure strutturali e permanenti. Pochi mesi di fiscalità di vantaggio non possono far aumentare a produttività di fattori, in regioni come la Campania, la Puglia e tutte le altre del Sud, che devono scontare un "gap" incolmabile per la carenza di infrastrutture. Anche per questo, assieme al fisco agevolato (non solo per ottobre/dicembre 2020), il Governo dovrà destinare gli oltre 28 miliardi dei fondi europei SURE, alle zone più disagiate del Paese. In attesa di presentare all'Europa un piano organico di riforma per ottenere i fondi per la crescita, il Governo pensa anche alla riforma del Codice degli appalti che, spesso, ha rappresentato un freno alla realizzazione delle infrastrutture. Il Governo ha approvato con la formula "salvo intese" un primo passo della riforma del settore stilando una lista di opere strategiche che dovranno essere avviate subito, evitando gli ostacoli burocratici. Anche se non hanno un accordo unanime, le ipotesi messe in campo sono incoraggianti, ma non bastano. L'innalzamento della soglia di affidamento diretto e quella relativa alla procedura negoziata, sono le misure di semplificazione più classiche e che hanno natura concreta. Sarà possibile con questa procedura velocizzare la fase più delicata della procedura dell'appalto. Non deve trarre in inganno, la splendida performance portata a termine da alcune imprese italiane in occasione della ricostruzione del Ponte Morandi. Si è potuto lavorare con procedure, per la maggior parte, in deroga e sull'onda emotiva di una ferita che era stata inferta a tutto il Paese. Purtroppo, quasi subito sono tornati gli ostacoli posti dalla burocrazia. Occorrono misure stabili e non solo emergenziali. La CISE ha offerto al Governo una serie di proposte per riformare il Codice degli appalti. Prima tra tutte è quella di creare un albo speciale per le imprese. Dovrà essere uno strumento trasparente e costantemente aggiornato che, in via preventiva, offra alle amministrazioni committenti l'elenco delle imprese ritenute affidabili dalla Pubblica amministrazione. Il primo passaggio è attivare controlli preventivi antimafia che consentiranno di scegliere le aziende attraverso il sistema della rotazione all'interno di una "white list" che il Ministero dell'Interno ha certificato attraverso l'ausilio delle Procure, delle Prefetture e anche dell'Agenzia delle Entrate la quale, a sua volta, darà via libera solo se le imprese risulteranno in regola con i versamenti fiscali, Iva e Inail. Gli affidamenti diretti vanno incentivati, ma le procedure negoziate devono essere accessibili solo ad aziende "sane" sotto ogni profilo. Non bisogna rimanere bloccati per paura della corruzione, ma evitare, alla radice, le condizioni affinché quest'ultima possa nascere. Dalle prossime iniziative legislative del Governo, ci si aspetta un forte impulso a riformare questo ingranaggio fondamentale della macchina statale. Si vuole ricorrere all'ausilio della tecnologia digitale per gli appalti ed altre procedure autorizzanti. Per l'avvio di particolari attività si dovrebbe poter ricorrere alla comunicazione in autocertificazione, attraverso la digitalizzazione. Questo dovrà portare alla cancellazione graduale di alcune concessioni e permessi.