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19/05/2020

Le (poche) cose che servono per il rilancio

QN - Il Giorno

A partire dal codice appalti
Bruno Vespa È da risolvere l'enorme problema della cassa integrazione in deroga, visto che la crisi arriverà almeno fino all'autunno. E occorre assicurare una salvaguardia per le aziende che dimostrano di aver assunto le misure di sicurezza necessarie e non possono essere chiamate a rispondere civilmente e penalmente di contagi acquisiti dai propri dipendenti in un luogo imprecisato. La riapertura di ristoranti e spiagge a partire da lunedì è una incognita, per la tardiva revisione della mannaia Inail. Va esaminata con ragionevolezza la distanza tra passeggeri in aereo: occorre una normativa europea, perché se Ryanair si rifiuta di venire in Italia siamo fritti. Il governo deve inoltre ricondurre a ragione la Germania: la Francia non sta messa molto meglio di noi in fatto di contagi e sarebbero inaccettabili, come denunciano gli albergatori altoatesini, pressioni sull'Austria perché tenga chiuse le frontiere con l'Italia. L'Anschluss è finito da un pezzo. È infine sconcertante il comportamento a macchia di leopardo delle banche sulla erogazione dei finanziamenti più semplici: dov'è l'automatismo promesso? In ogni caso, il decreto in corso di ribollitura è più di sostegno che di rilancio. Per il rilancio basterebbero per cominciare pochissime cose che non costano niente. La sospensione del codice degli appalti avrebbe l'effetto di un farmaco miracoloso su un'edilizia in coma vegetativo da anni. Così come una immediata revisione dell'abuso d'ufficio che terrorizza sindaci e funzionari . Il 98 per cento di quelli che vanno sotto processo sono assolti o archiviati. Ma intanto non firmano nulla. Ci sono fantastiliardi stanziati da anni per opere pubbliche bloccate. Tra il record del Ponte di Genova e la paralisi c'è il Ponte del buonsenso... © RIPRODUZIONE RISERVATA