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12/01/2021

Le nuove province sono scatole vuote

Il Gazzettino

Udine e Trieste hanno almeno un sito internet attivo che informa sui bandi, Pordenone non ha alcuna informazione
SCATOLE VUOTE
PORDENONE Il timore, espresso da più parti, è che possano restare scatole vuote. Per ora, a sei mesi dal varo degli Edr (ex province), gli Enti di decentramento regionale, di vuoto c'è se non altro il sito internet, che dovrebbe dar conto delle attività. Se gli Edr di Udine e di Trieste danno notizia per lo più di alcuni bandi, quello pordenonese è fermo per ora alle informazioni generali di presentazione. In realtà il primo, importante atto relativo alla principale funzione in capo agli Edr è stato portato a termine da tutti e quattro, con il via libera ai relativi Piani dell'edilizia scolastica.
IL PIANO
Il varo degli Edr è datato al 1. luglio scorso: da quella data, infatti, le competenze dell'Uti del Noncello e delle altre Uti sono trasferite alla Regione, che le esercita appunto attraverso gli Edr, i nuovi Enti di decentramento regionale. Ed è a quella data che risale l'unico comunicato di presentazione, dalla legge istitutiva alla definizione dell'ambito territoriale di competenza, che è quello appunto della ex Provincia di Pordenone, e alla sede, a sua volta quella della ex Provincia, in largo San Giorgio. Infine il commissario, Augusto Viola, incaricato della costituzione e dell'avvio dell'Edr. Quello che avvicina i nuovi Enti alle rimpiante Province è infatti certamente l'ambito territoriale. Ma le analogie si fermano qui o quasi. La differenza principale è naturalmente nel fatto che i nuovi Edr non sono enti elettivi, né di primo né di secondo grado, e hanno due soli organi, il direttore generale e il revisore unico dei conti.
I CAMBIAMENTI
Dal 1. luglio poco è cambiato, almeno fra le attività rese note attraverso il sito istituzionale: zero alla voce eventi, zero comunicati e zero notizie, fatta salva appunto l'istituzione dell'ente. Non risultano indicate convocazioni della Conferenza territoriale per l'edilizia scolastica, della quale fanno parte i sindaci dei Comuni nei quali hanno sede gli istituti scolastici superiori, l'assessore regionale competente in materia di istruzione e il direttore generale dell'Edr, che deve essere convocata dal presidente almeno una volta all'anno, per esprimere il parere obbligatorio sul Piano delle opere da allegare al bilancio di previsione dell'Edr stesso, o quando lo chieda un terzo dei componenti. In questo caso, il sito non ne dà ancora conto ma a Conferenza territoriale (al pari di quelle degli altri Edr regionali) ha già approvato alla fine del 2020 il Piano triennale dell'edilizia scolastica che riguarda gli interventi sugli istituti superiori di secondo grado, per circa 30 milioni di euro.
CENTRALE UNICA
La seconda funzione chiave è quella di centrale unica di committenza: l'Edr di Pordenone costituisce infatti, per gli enti territoriali ricompresi nell'ambito di competenza, il riferimento per l'esercizio delle funzioni della Centrale di committenza per l'acquisizione di beni e servizi. Anche in questo caso, non risultano ancora pubblicati bandi. Fra gli atti compiuti finora c'è la conferma di un mandato difensivo in un contenzioso legale ereditato dall'Uti del Noncello. Ancora vuoto, invece, nello spazio dedicato all'Amministrazione trasparente, il capitolo dei bandi di concorso e dei bandi di gara e contratti, così come attività e procedimenti, provvedimenti, bilanci. Un po' più aggiornati i siti degli altri Edr: quello di Udine riporta alcuni avvisi relativi a bandi per opere pubbliche; quello di Trieste la graduatoria delle concessioni in uso delle palestre scolastiche, mentre quello di Gorizia appare, come quello pordenonese, ancora in attesa di essere riempito di contenuti.
Lara Zani
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