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04/12/2019

«Le nostre coop continuano a dare lavoro»

QN - Il Resto del Carlino

Daniele Passini, presidente di Confcooperative Bologna
Daniele Passini, presidente di Confcooperative Bologna, come sta il vostro comparto? «In uno scenario globale poco brillante e in un Paese di fatto fermo, lo stato di salute delle nostre cooperative è buono. Con luci e ombre a seconda delle attività. Le aziende bolognesi negli ultimi due anni non hanno subito scossoni particolarmente significativi, ma continuano a svolgere la loro funzione anticiclica aumentando, anche se con meno slancio rispetto al recente passato, l'occupazione. Le 190 coop di Confcooperative a Bologna danno lavoro regolare, sicuro e stabile a 17mila lavoratori, con un fatturato aggregato di 4,2 miliardi di euro». Quanto pesano le dinamiche internazionali, tra guerra dei dazi e Brexit, su un comparto come l'agroalimentare? «In un'economia globalizzata, per un'area come la nostra, fortemente internazionalizzata, ogni turbativa socio-economica ha riflessi negativi. I settori più legati al consumo e all'agroalimentare sono i più colpiti, e sono i più preoccupati per il futuro a breve-medio termine. La guerra dei dazi doganali e tanti conflitti determinano il pessimismo degli operatori, compreso quello dei nostri cooperatori, molti dei quali rappresentano le eccellenze dell'autentico made in Italy. Mi auguro un futuro di ripresa: sarà l'ulteriore occasione per la cooperazione di dimostrare il suo ruolo anticiclico e di strumento di tenuta economica e sociale». L'edilizia ha spiragli di ripresa? «Come altri comparti, rimane ferma al palo. L'ultimo anno è stato difficile e non si colgono cambiamenti significativi. Per le costruzioni e i servizi, le incertezze del governo - con le alterne e contraddittorie regole sui lavori pubblici e gli appalti, poi applicate anche peggio - penalizzano le imprese. Pesa anche l'atteggiamento delle pubbliche amministrazioni locali che stanziano a preventivo investimenti in lavori e servizi e poi a consuntivo si registra che non vengono realizzati. Dopo la firma dell'innovativo protocollo appalti tra Comune e Città metropolitana, imprenditori e sindacati, che supera le pastoie del codice appalti e vieta il massimo ribasso, dirigenti comunali e aziende pubbliche non hanno più alibi per non procedere in modo sicuro e trasparente con appalti e gare che diano impulso alla economia e alle imprese locali». Quali le prossime sfide per Confcooperative Bologna? «Con l'assemblea dell'anno scorso, abbiamo intrapreso un nuovo percorso per un'azione di rappresentanza delle coop associate che ci porterà fino alla prossima assemblea del 28 febbraio 2020. Dopo gli anni della crisi, che non è passata, puntiamo allo sviluppo delle imprese. Affianchiamo e accompagniamo le aziende nella crescita orientata agli obiettivi di sostenibilità previsti dall'Agenda Onu per il 2030. La sostenibilità è paradigma imprescindibile per la sopravvivenza stessa e poi per la crescita e lo sviluppo competitivo». m. p. © RIPRODUZIONE RISERVATA