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15/07/2020

Le misure post-virus ancora poco efficaci

Gazzetta del Sud

Il Rotary sulla crisi economica
Il club ne ha discusso con Antonino Gatto e Antonio Del Pozzo
Un interessante" caminetto" in materia economicaè stato promosso dal Rotary sul tema della liquiditàe degli aiuti pubblici per la ripartenza delle imprese nello scenario post-covid. Protagonistadell' iniziat iva del club serviceè stato il professor Antonio Del Pozzo, ordinario di Contabilitàe bilancio pressol' Università di Messinae membro dell' Accademia italiana di economia aziendale, introdotto dall' economistae past president del Rotary Reggio Calabria, professor Antonino Gatto. Nel suo intervento di apertura, Gatto ha sottolineato «la fragilità del nostro modello di sviluppo messa in evidenza dalla pandemia da coronavirus».L' auspicio dell' economista rotarianoè quello della «definizione di un nuovo contratto sociale, che attenui comportamenti individualisti esasperatie mettai mercati al servizio delle persone». Il rovescio della medaglia, ad avviso di Antonino Gatto,è che «la pandemia sta creando le condizioni per il" ritorno a casa" di parte di molte produzioni prima delocalizzate in Asia alla ricerca di minori costi. Ciò richiede, tuttavia, una politica industriale che comporta investimenti in ricerca scientifica, innovazione tecnologica, tecnologie dell' informazionee Esperti Il rotariano Gatto e il professore Del Pozzo capitale umano». Il professor Del Pozzo ha evidenziato" il calo senza precedenti del prodotto interno lordo innestato sia dal lockdown che dalla paura del contagio, Il rischio, in questa situazione,è che molte imprese non riaprano, vengano abbandonate dai propriet ari». Le misure fin qui attivate dallo Stato, ha spiegato Del Pozzo, «non hanno ancora raggiunto gli effetti sperati in quanto si sono frapposte difficoltà tecniche"e" complessità del sistema bancario. La vera urgenza- ha aggiunto-è costituita dalla riduzione della domanda di benie servizi, il vero carburante della fiducia. Siè determinata una situazione tipica della cosiddetta" trappola della liquidità diKeynes": gli imprenditori non investono perché la globalizzazione ha ridottoi profitti;i consumatori tengonoi soldi in banca per paura del futuro. Difficilmente si potrà recuperare fiducia imprenditorialesenzaaumentare laspesaper investimenti in opere pubbliche». Inoltre «sarà anche indispensabile agire sulla competitività delle imprese riducendo la tassazione per le imprese individuali, semplificando la normativa sugli appalti, riducendoi contributi socialie il cuneo fiscale sui costi del lavoro». In questo scenario, «la collettività deve dare il suo contributo perchéè impensabile che debba esserel' Unione Europeaa dovere stabilire in cosa investire. Occorrerà cambiare il contesto culturalee fare interagire fra loro le istituzioni per individuare gli investimenti indispensabili in una economia moderna per raggiungere benessere economicoe sociale». Tra le priorità indicate dall' economista dell' Università di Messina, «un piano di digitalizzazione, il recupero dei validi project financing degli enti locali, un' economia greene un investimento sui giovanie sulla loro voglia di fare impresa». © RIPRODUZIONE RISERVATA