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24/06/2020

Le mamme scrivono a Comune e Appendino «Nidi aperti d ‘ estate e sicurezza a settembre»

Cronaca Qui Torino

LA STORIA Lettera per chiedere che le scuole siano operative a luglio e agosto, almeno con orario ridotto
ÔÈ la riscossa delle mamme. Per consentire ai loro bambini di tornare al nido a settembre in tutta sicurezza, i genitori hanno mandato una lettera alla sindaca Chiara Appendino e alla sua assessore all' Istruzione, Antonietta Di Martino, in cui chiedono di poter studiare insieme un protocollo per il rientro, ora che finalmente ci sono le linee guida del Governo anche per la fascia d' età da zero a tre anni. Di più, dal momento che il regolamento comunale lo prevede, viene richiesta l' apertura dei nidi con orario normale per il mese di luglio e ridotto ad agosto. «Chiediamo la riapertura estiva dei nidi a cui i nostri figli sono iscritti, gestiti dagli educatori che conoscono» scrivono le mamme, che proseguono domandando «informazioni su come i Servizi Educativi intendono organizzare la riapertura dei nidi comunali a settembre. Riteniamo che sia necessaria l' elaborazione di un progetto che tenga conto della necessaria ridefinizione logistica ed educativa sulla base delle esigenze sanitarie di protezione». In altre parole, per arrivare pronti a settembre, bisogna partire per tempo. Una massima che le mamme insegnano ai bambini da sempre e che fanno propria anche in questo delicato frangente. Inoltre, secondo il regolamento comunale, nel mese di luglio i nidi dovrebbero funzionare con orario normale e nel mese di agosto possono restare aperti con orario ridotto. Al momento invece sono aperti solo i cortili di 45 strutture. E per i genitori non è sufficiente. «Per più di tre mesi del tempo del lockdown abbiamo tenuto i nostri figli a casa scrivono le mamme - molti di noi hanno faticosamente tentato di conciliare i tempi del lavoro con quelli della gestione famigliare. In questo tempo i bambini hanno completato i loro primi fondamentali compiti evolutivi senza vedere più i coetanei e gli altri adulti affettivamente significativi: hanno iniziato a camminare, a parlare, a conoscere il modo». Nessun critica agli educatori, che pure durante i mesi di distanza si sono adoperati con passione. «Le attività ludico-ricreative in avvio non garantiscono questa continuità e vanificano lo sforzo fatto» concludono i genitori. Adele Palumbo

Foto: Mamma in difesa dei servizi educativi