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22/05/2021

Le iniziative delle regioni per prevenire i danni del lupo

Il Sole 24 Ore - NordOvest - Carlo Andrea Finotto

AMBIENTE
Il lupo è vivo e sta bene. E le regioni del Nordovest rafforzano le misure di prevenzione per limitare i danni da attacchi agli allevamenti e i timori dovuti ai crescenti avvistamenti. I n Piemonte è aperto il bando da 300mila euro per risarcire gli allevatori che abbiano subito perdite, in Liguria si stanno mettendo in campo iniziative di prevenzione con dissuasori a bassa elettricità e a ultrasuoni e favorendo la diffusione dei pastori maremmani come cani da guardianìa, in Valle d'Aosta è stata varata una legge che prevede attività di formazione e informazione e anche, come estrema ratio, la possibilità di abbattimenti. In corso, intanto, il nuovo censimento a livello nazionale. Finotto -a pag. io na legge ad hoc in Valle d'Aosta, uno stanziamento di 300mila euro , per risarcire chi ha subiV y to danni in Piemonte, altre misure e provvedimenti in Liguria: sono le iniziative per migliorare e rendere sostenibile la convivenza con il lupo. Le immagini del lupo che trotte rella di sera per le strade di Aosta hanno fatto il giro del web. Ma quello di gennaio non è l'unico avvistamento in prossimità dei centri abitati. Accade sempre più spesso e anche in pianura. Di pari passo crescono le denunce di danni agli allevamenti: quella del lupo non è più una presenza sporadica. L'ultimo dato ufficiale sulla specie risale a 3-4 anni fa e parla di 293 esemplari sulle Alpi, ma è considerato obsoleto. Solo in Valle d'Aosta i forestali ne stimano 7080 esemplari. Nell'autunno 2020 ha preso il via il primo monitoraggio nazionale sulla presenza del lupo in Italia promosso dal ministero dell'Ambiente (attuale ministero per la Transizione Ecologica) e coordinato da Ispra. Il progetto Life WolfAlps Eu ha svolto il coordinamento del monitoraggio sulle regioni alpine, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, e sull'Appennino Ligure-Piemontese. Sono stati impegnati circa 1.000 operatori, che hanno percorso 1.250 itinerari prestabiliti (transetti), ripetendoli periodicamente da ottobre a marzo fino a coprire oltre 8.000 chilometri. Il 31 marzo si è conclusa la "fase uno" del monitoraggio con la raccolta dei segni della presenza del lupo. Al termine delle analisi del materiale e dei dati, a fine 2o2i saranno disponibili i numeri aggiornati. Nel frattempo le regioni del Nordovest mettono in campo diverse strategie. La regione Piemonte ha stanziato 300mila euro in favore degli allevatori che hanno subito danni. Il bando è relativo all'indennizzo dei capi predati tra l'i giugno 2020 e il 31 maggio 2021 e scade il 30 giugno. Dal 30 aprile, inoltre, è attivo il bando triennale per la "Dife sa del bestiame dalle predazioni da canidi sui pascoli collinari e montani". Le domande sono aperte fino al 15 giugno. «È prioritario continuare a rafforzare le misure di prevenzione e di difesa per evitare un aumento degli attacchi e delle perdite a carico degli allevatori - afferma l'assessore all'Agricoltura e Cibo Marco Protopapa -, perché vogliamo che i nostri pastori possano continuare a lavorare senza dover abbandonare i pascoli». Il Piemonte ha stanziato 200mila euro all'anno tra il 2019 e il 2020, aumentando quest'anno il budget a 300mila «con l'obiettivo di dare un rimborso diretto agli allevatori che hanno denunciato le predazioni, senza passare dal sistema assicurativo una volta accertati» sottolinea Protopapa. La Regione Valle d'Aosta ha approvato nei giorni scorsi una legge che prevede «attività di formazione e campagne informative specifiche» per diffondere la «conoscenza degli aspetti etologici ed ecologici della specie lupo e della possibile convivenza con la stessa», attività indirizzate a tutta la popolazione ma in particolare alle aziende zootecniche, ai conduttori di alpeggio, agli escursionisti e ai turisti. Al comma 1 dell'articolo 1, la legge introduce la possibilità di attuare «il prelievo, la cattura e l'eventuale abbattimento» del lupo, «a condizione che non esistano altre soluzioni valide» e solo dopo il parere favorevole dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Come il resto del Nordovest, anche l'Appennino ligure è stato progressivamente riconquistato dal lupo, con crescenti lamentele da parte degli allevatori. Così la Regione ha messo in campo una serie di iniziative che vanno dal monitoraggio allo stanziamento di fondi (1 milione di euro tra il 2019 e il 2020) per la realizzazione di misure di prevenzione come protezione elettrica a bassa intensità, protezione acustica, visiva e acquisto di cani da guardianìa. Secondo i dati forniti dalla Regione tra il 2010 e il 2019 sono stati rimborsati danni agli allevatori per quasi 180mila euro. La Regione Liguria ha preso parte a pieno titolo al nuovo piano di monitoraggio, anche «per fornire soluzioni efficaci sulla salvaguardia della biodiversità e la tutela della specie protetta ma andando incontro alle preoccupazioni degli allevatori» spiega il vicepresidente della Regione Alessandro Piana. «Un'altra categoria che chiede tutele è quella che si occupa di ricettività e turismo nell'entroterra, tra montagne e colline, dove si moltiplicano avvistamenti anche a bassa quota e vicino a centri urbani. La soluzione non può essere solo l'indennizzo, ma la concertazione di adeguate politiche di contenimento». Tra le misure per tutelare le attività produt tive ci sono anche i dissuasori agli ultrasuoni. «Come Regione - dice Piana - abbiamo regalato in passato diversi esemplari di maremmani, cani scelti per le loro caratteristiche quali preziosi alleati per preservare il bestiame dalle minacce di lupi e ibridi». carloandrea.finotto@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: ADOBESTOCK In Liguria. Secondo i dati della Regione tra il 2010 e il 2019 sono stati rimborsati danni agli allevatori per quasi 180mila euro.